La scadenza era fissata per il 29 aprile scorso -quindi tutti avrebbero dovuto già essere in regola- ma con l’approvazione di un emendamento in Commissione Affari Costituzionali della Camera le “imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi che occupano fino a 10 dipendenti e che producono quantità annue di rifiuti pericolosi fino a 300 chili/ litri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 189, comma 3-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 entra in funzione a decorrere da due anni dall’entrata in vigore (14 gennaio 2010) del decreto previsto dal citato articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006”.
Ricordiamo che il Sistri (SIStema di controllo della Tracciabilità dei RIfiuti) è un sistema informatico messo a punto dal Ministero dell'Ambiente e gestito dal Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente. Il sistema è finalizzato a semplificare le procedure e gli adempimenti amministrativi per la gestione dei rifiuti e a combattere il traffico illecito e lo smaltimento illegale.
L’iscrizione al Sirti consente una gestione informatica della documentazione sostituendo la tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti ed dei vari formulari.