Portare a compimento la riforma delle professioni entro la fine della legislatura e garantire al settore professionale un assetto normativo equilibrato che possa contemperare le esigenze di garanzia a favore dei cittadini e quelle di tutela a favore dei liberi professionisti è la richiesta che Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha espresso al presidente della Camera Gianfranco Fini in un incontro avvenuto venerdì scorso.
“La riforma delle professioni - ha detto Stella - ha il dovere di restituire agli ordini professionali la funzione di istituzione super partes, deputate alla verifica della correttezza della prestazione professionale verso i cittadini” ha detto Stella. Al tempo stesso dovrà individuare adeguati strumenti normativi che possano permettere ai liberi professionisti, soprattutto ai giovani e ai neolaureati, di trovare uno sbocco professionale adeguato in un mercato in continua evoluzione”.
Per quanto riguarda la professione odontoiatrica Roberto Callioni, componente di Giunta di Confprofessioni e tra i referenti dell’area sanitaria, sottolinea quanto già ribadito durante l’incontro al ministero della Salute del 25 maggio scorso in cui è stata confermata la volontà di coinvolgere nella concertazione sulla riforma anche le associazioni delle professioni.
“Certamente -ci dice Callioni- la riforma delle professioni e degli Ordini professionali è un passo indispensabile per ammodernare organismi con una organizzazione oramai datata ma soprattutto per dare maggiori strumenti di difesa ai professionisti ed in particolare per gli odontoiatri italiani”.
“In merito alla richiesta di più autonomia avanzata dalle associazioni sindacali e dalla CAO Nazionale -continua- concordo con quanto noi presidenti CAO abbiamo chiesto nel contesto del Consiglio Nazionale di venerdì scorso: una autonomia assoluta sia in ambito amministrativo che di bilancio e che permetta di riformare un Istituto che dimostra oggi i suoi cento anni”
Una autonomia che potrà, secondo Callioni, avvenire sia all’interno di un Ordine che comprenda anche i medici, così come egli auspica, o in Ordine autonomo anche se, come ricorda, quest’ultima soluzione rischierebbe di allontanare l’odontoiatria dal resto della medicina rendendola tra l’altro ancor meno rappresentativa. Una maggiore autonomia della professione odontoiatrica che Callioni invoca non solo a livello ordinistico ma anche per gli altri organismi ed enti che toccano direttamente la professione, non ultimo l’ENPAM.
“Condivisibile la posizione del presidente CAO Giuseppe Renzo -continua Callioni- che auspica la modifica dello statuto che consenta realmente alla professione l’espressione della propria rappresentatività anche se, per le elezioni che si terranno tra qualche settimana, non vi sono evidentemente i margini temporali per modificarle ed il ricordo a forzature legate ad interventi della magistratura, mi vedono nettamente contrario. Inoltre si dovrà certamente intervenire al più presto per garantire quel fisiologico turn-over dei nostri rappresentati finalizzato alla promozione di queste istanze indifferibili”.