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Groupon: i nostri servizi sono di qualità ma la responsabilità finale è sempre del dentista. L’Ordine ci contrasta perché siamo trasparenti sulle tariffe permettendo ai cittadini di confrontare
[mercoledì 30 novembre 2011]

Il noto sito di promozioni on line, sulla scia delle polemiche con ANDI ed Ordine ha organizzato oggi a Milano una conferenza stampa per spiegare come lavora e quali sono i controlli per tutelare i cittadini che il Gruppo svolge per verificare le offerte di prestazioni sanitarie.

Groupon è presente in 45 paesi, ha 142,9 milioni di iscritti e promuove le offerte di 190mila aziende e professionisti; in Italia è presente in 40 città e le offerte di prestazioni sanitarie, prevalentemente concentrate nel settore della salute e bellezza, odontoiatria compresa, sono una parte importante.

“Groupon  ha rivoluzionato le dinamiche di vendita nel mondo -ha detto Boris Hageney CEO Italia Spagna e Portogallo di Groupon- mettendo in contatto chi offre un servizio con chi cerca quel servizio. Dietro le nostre offerte non c’è una fregatura, convincere gli utenti con proposte selezionate e di qualità è da sempre l’impegno di Groupon. I nostri clienti continuano a comprare i coupon perché si fidano, il nostro marchio è per loro una garanzia di serietà”.

Garanzia data da un apposito Dipartimento Qualità (in Italia vi lavorano15 persone) che verifica le inserzioni, l’azienda o il professionista, la sua struttura approvando ogni singola offerta in base ad una rigida procedura qualitativa.

E questo anche per quelle in ambito sanitario.

“Noi non creiamo un bisogno di salute -commenta Giuliomario Limongelli COO Italia-  non creiamo falsi allarmismi, facciamo esclusivamente informazione così come indicano le leggi sulla pubblicità indicando per ogni singola prestazione cosa comprende ed il suo costo. Sarà poi il cittadino a decidere  se acquistarla o meno. Noi non facciamo campagne promozionali ma informiamo che quel professionista offre quella prestazione a quel prezzo. Lo sconto aggressivo, limitato nel tempo, serve al professionista per invogliare il cittadino che cerca quel servizio a rivolgersi a lui”

E sulle critiche da parte della FNOMCeO l’avv. Roberto Panetta consulente legale di Groupon ribadisce quanto già evidenziato nell’esposto presentato all’Antitrust contro la FNOMCeO e varie OMCeO, ovvero che il Gruppo si muove in tema di pubblicità rispettando quanto dice la legge.

Ma Groupon non fa pubblicità per conto del dentista ma vende una sua prestazione e questo non limita la libertà di terapia del dentista o del medico?

Per l'avv. Panetta questo non avviene perché il professionista prima di iniziare una cura, anche la più semplice come una pulizia dentale, deve effettuare una visita e se il paziente non è idoneo non deve farla e Groupon rimborserà al paziente il coupon acquistato. “E’ sempre il professionista che risponde legalmente di quanto esegue, è lui che deve decidere se intervenire o meno”, ricorda Panetta.

“E’ interesse del professionista che offre la prestazione –dice Antonello Malacrinò, direttore sanitario e amministratore unico della Sanident- dare il meglio per fidelizzare il paziente che acquista la prestazione tramite Groupon”. “Invece di investire in volantinaggio –continua- abbiamo pensato di dirottare quei costi direttamente sui pazienti utilizzando Groupon per offrire prestazioni di qualità a prezzi contenuti. L’80% dei pazienti che si sono rivolti a noi acquistando i coupon ci hanno detto che altrimenti non avrebbero potuto permettersi un dentista”. Dott. Malacrinò che ammette che parte di questa clientela cerca il prezzo basso e quindi è più difficile da fidelizzare. Per farlo nella sua clinica a molti i pazienti provenienti da Groupon oltre alla prestazione acquistata vengono offerti programmi di visite periodiche gratuite.

Ma se non è un problema di salute perché le prestazioni sono di qualità e non si infrangono le norme sulla pubblicità perché l’Ordine contrasta questa pratica?

“Uno dei grandi problemi che abbiamo creato all’Ordine dei medici –dice Limongelli- è quello della trasparenza, di essere andati sul mercato con tariffe chiare e definite per i pazienti. Chi normalmente si rivolge ad un medico sa che le tariffe sono variabili a seconda di chi le offre e non confrontabili, noi abbiamo rotto questo equilibrio con offerte chiare e trasparenti: è questo uno dei motivi per cui l’Ordine ci attacca”.


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