Le cause di risarcimento danni nei confronti dei professionisti (anche odontoiatri) posso essere incardinate avanti al foro di residenza del consumatore anche se è diverso da quello del luogo dove è stata erogata la prestazione. A confermare tale principio giuridico – ormai pacifico nei rapporti tra consumatore e operatore commerciale – viene riaffermato dalla sentenza delle Cassazione Civile – Sezione III, sent n. 20 del 02 gennaio 2009 sopra citata (peraltro sul tema si era già espressa in maniera analoga anche la Cass Civile 26 settembre 2008 n. 24262).
Il caso è quello relativo a danni causati ad un neonato nel corso di un parto in un ospedale della Calabria. Poco dopo i genitori si trasferivano a Conegliano e incardinavano la causa avanti al Tribunale di Treviso. I sanitari e l’assicurazione sollevavano difetto di competenza sostenendo che la causa andava incardinata nel luogo dove erano avvenuti i fati. La questione finiva in Cassazione: in quella sede i giudici hanno stabilito che al paziente /consumatore si applicano i principi del codice del consumo (art. 33 comma 2 lett u): ne discende che il foro competente è quello di residenza del consumatore.
Per stabilire un foro diverso occorre che il paziente abbia sottoscritto (in un contratto) apposita clausola con la quale acconsente a spostare la competenza.
I principi di cui sopra si applicano anche alle cause nei confronti degli odontoiatri.
In allegato un articolo di approfondimento dell’Avv. Silvia Stefanelli gentilmente concesso dalla Società Italiana di Odontoiatria Legale e Assicurativa tratto dalla loro rivista “Tagete”.