Programmato da tempo, il Convegno organizzato dalla CAO Nazionale a Montecitorio venerdì scorso sui procedimenti disciplinari e deontologia professionale ha permesso di confrontarsi su di un argomento di strettissima attualità dopo l’approvazione dello schema di Dpr sulla riforma delle professioni che esclude la professioni sanitarie proprio dall’obbligo di separare la competenza disciplinare dalle cariche ordinistiche: quello del “giusto processo” per gli iscritti.
“Le professioni sanitarie –ha detto il presidente della CAO Nazionale Giuseppe Renzo- tutelando un bene costituzionalmente protetto quale quello della Salute non possono non essere considerate nelle loro peculiarità. E un giudice privo di competenze specifiche non potrebbe, in questo caso, assicurare un processo giusto non solo per il professionista ma soprattutto per il cittadino parte lesa”.
Oggi, ricorda il presidente CAO, il giusto processo è assicurato dai tre gradi di giudizio ai quali è sottoposto un professionista sanitario che si macchi di una “colpa” deontologica.
“Il primo grado è il procedimento disciplinare, nel quale il professionista è giudicato dalle commissioni ordinistiche, che, essendo anche custodi della deontologia, hanno competenza in queste materie – ha spiegato la dott.ssa Maria Teresa Camera, Segretario della Commissione Esercenti le professioni sanitarie presso il Ministero della Salute. “Il professionista sanzionato può comunque fare ricorso – continua – una prima volta presso la stessa CCEPS, essendo così sottoposto al giudizio, oltre che di una commissione di colleghi per la valutazione professionale, anche di giudici togati e, ove la sanzione venisse confermata, in terzo grado presso la Corte di Cassazione”.
Un meccanismo, quello dei procedimenti disciplinari e delle possibilità per l’iscritti di fare ricorso, non sempre è chiaro agli iscritti, per questo, grazie alla gentile concessione dell’Ufficio Stampa FNOMCeO, vi invitiamo a consultare le slide presentate al Convengo dalla dott.ssa Camera, risulteranno molto utili per capire la normativa che interessa gli iscritti all’Albo degli odontoiatri.