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Corsi universitari a Chiasso e poi a Sofia per diventare odontoiatri: i dubbi delle autorità svizzere
[lunedì 30 settembre 2013]

“Ora puoi studiare all’estero restando vicino all’Italia, Con l’Associazione Interuniversitaria Europea di Chiasso (AIEU) puoi frequentare il biennio dei corsi di laurea della Medica University of Sofia in odontoiatria e medicina”.

Da qualche mese, in Italia, questo messaggio pubblicizza l’offerta della Associazione Interuniversitaria Europea che propone di studiare odontoiatria (in lingua inglese) a Chiasso e poi terminare a Sofia gli ultimi tre anni. Al termine del percorso di studio si promette un diploma di laurea europea: la Cepu, stando a quanto leggiamo sul sito della AIEU, segue gli studenti sia nella fase di iscrizione che di preparazione ma anche “verificando la qualità dell’insegnamento”.

Ma l’AIEU è una Università visto che ospita per i primi due anni di corso gli studenti?

A chiederselo sono stati i giornalisti del sito tio.ch  che hanno cercato di capire il ruolo di AIEU dopo alcune segnalazioni di cittadini italiani.

Giornale online che per capirne di più ha interpellato Sandro Rusconi, Direttore della Divisione della Cultura e degli studi universitari cantonali.

Rusconi racconta di aver incontrato i responsabili dell'AIEU, associazione che, ricorda il direttore,  “utilizza attualmente diverse versioni di denominazione e non è ancora chiaro se vorranno definitivamente adottare un'esplicita denominazione universitaria. Abbiamo chiesto loro di decidere quale nome intendono utilizzare definitivamente ed unitariamente perché questo determinerà se rientrano o meno nella legge. Quindi le discussioni e le riflessioni sono ancora in corso”.

Secondo la legge cantonale, spiegano dal giornale, per poter adottare il nome “Università” e sinonimi per istituzioni che rilasciano titoli accademici è necessario ottenere un’autorizzazione, diversamente dal titolo“interuniversitario”. Tuttavia, continua l’articolo, al momento la denominazione “università privata” sebbene subordinata ad autorizzazione non è protetta, cioè questa denominazione non è di per sé un titolo che sta a garanzia della qualità o dei contenuti. “Neppure l'autorizzazione cantonale è un riconoscimento del valore dei corsi o dei titoli, e questo viene ben esplicitato nella decisione che viene intimata ai richiedenti”, chiariscono dal giornale.

Comunque, ricorda il tio.ch, l’associazione non sembra essere l’organizzatrice dei corsi ma ospita gli studenti collaborando “in Italia con il Cepu e in Bulgaria con il MUS”. “Un sistema intricato insomma –commenta il giornalista- per evitare intoppi, reso possibile in Svizzera dove l’autorità non può intervenire su questioni del genere per carenze legislative”.

Ma qualcosa nel prossimo futuro potrà cambiate. Secondo quanto dichiara Rusconi al giornale è stata approvata una legge, che è in attesa di entrare in vigore, che vieterebbe a qualsiasi istituto di operare sotto la denominazione universitaria implicita o esplicita se non sarà accreditato istituzionalmente dagli enti federali preposti a tale mansione.

 


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