Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi intende verificare se le casse di previdenza private dei professionisti, tra cui l’Enpam, potranno continuare a pagare le pensioni anche tra 30 anni e per questo convoca per giovedì 17 settembre i loro presidenti. La riunione, sottolinea una nota del ministero, è per esaminare i profili formali e sostanziali di stabilità delle casse di previdenza nel medio lungo periodo.
Se dal ministero tendono a chiarire che l’incontro è puramente informativo e non esistono problemi, indiscrezioni di stampa indicano come le proiezioni evidenzino per molte casse mute la possibilità che nei prossimi decenni i fondi si esauriscano: prima di 30 anni (medici e odontoiatri, consulenti del lavoro, veterinari) o di 50 anni (ingegneri e architetti, avvocati).
La causa, il progressivo peggioramento del rapporto tra iscritti e pensionati e l’insufficiente misura delle aliquote contributive in rapporto all’aumento della spesa. Situazione che deve costringere i gestori delle casse ad intervenire con tagli alle prestazioni ed aumenti ai contributi da versare.
Allarme infondato secondo il presidente dell’Enpam Eolo Parodi che all’agenzia stampa Adnkronos ha dichiarato:
"In sede di privatizzazione ci siamo accollati il debito previdenziale dell'ente pubblico, altrimenti a carico della fiscalità generale, assumendo l'impegno di rispettare alcune regole recate dalla legge sulla privatizzazione. Mi riferisco alla riserva legale minima delle cinque annualità, all'equilibrio delle gestioni per un periodo minimo di quindici anni, al monitoraggio triennale dei Fondi attraverso l'elaborazione di bilanci tecnici. L'Enpam, non solo ha sin qui rispettato tutte queste regole ma, nel frattempo, ha triplicato il valore del proprio patrimonio". I risultati dei bilanci tecnici a dicembre 2006, ha continuato il presidente Enpam, indicano una situazione di equilibrio delle gestioni a quindici anni, con la sola eccezione del Fondo specialisti esterni che presenta tuttora criticità in via di soluzione a seguito del positivo evolversi del contenzioso giudiziario in atto. Con gli idonei interventi correttivi già adottati è stata, inoltre, affrontata la prevista gobba previdenziale a tutto l'anno 2021".