E’ di questi giorni la notizia che tra i diversi indicatori utilizzabili dall’Agenzia delle Entrate nel ricostruire la situazione reddituale di una persona fisica soggetta ad accertamento sintetico entrino anche le spese sostenute per la frequenza di scuole private. A questo proposito, a seguito delle polemiche scatenate sul diritto alla libera istruzione è intervenuto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che in una lettera ha precisato quelli che sono i reali obiettivi del fisco nella lotta all’evasione fiscale che ricorda rimane un dovere dell’Agenzia delle Entrate nei confronti della collettività.
Ricordiamo che l’accertamento sintetico viene eseguito nei confronti di contribuenti per i quali il tenore di vita sostenuto non è compatibile con il reddito dichiarato: in questi casi l’amministrazione effettua una ricostruzione del reddito in base alle spese sostenute per sé e per la propria famiglia; se emerge che i redditi ricostruiti sono superiori di oltre il 25% a quelli dichiarati viene chiesto di pagare le imposte sulla differenza.
Nel caso ad esempio una persona dichiari un reddito pari a 30.000 euro ma vengono accertate spese per 90.000 euro si presume che la differenza corrisponda a redditi non denunciati al fisco sui quali non sono state pagate le imposte.