Non solo la politica mette in dubbio l’utilità degli ordini professionali ma anche gli stessi professionisti sembrano “snobbarli”; almeno per alcune professioni. Ad evidenziarlo una ricerca del Ministero dell’Istruzione recentemente pubblicata da Il Sole 24 Ore dalla quale emerge un significativo calo tra numero di laureati ed iscritti ai relativi ordini professionali; in particolare per gli agronomi (-61%), gli architetti e gli ingegneri (-36% e -31%), gli avvocati (-13%) e commercialisti (-10%).
Per gli iscritti all’Albo degli odontoiatri c’è invece l’effetto opposto; ci sono più nuovi iscritti rispetto al numero dei neo laureati in odontoiatria.
Confrontando i dati forniti dal Centro elaborazione dati della FNOMCeO e quelli pubblicati dal Miur sui neo laureati risulta che i nuovi iscritti all’Albo degli odontoiatri negli ultimi due anni sono stati 2.024 (1.062 nel 2009 e 962 nel 2010) mentre i nuovi laureati negli anni 2008 (786) e nel 2009 (769) sono stati 1.558. Abbiamo dato per scontato che il neo laureato ottenga l’abilitazione professionale nell’anno successivo alla laurea, per questo non abbiamo considerato il 2010. A questi bisogna aggiungere i dentisti provenienti dall’estero che secondo i dati forniti dal Ministero della Salute sono circa 70 all’anno