Gentile Direttore è apparso sul suo giornale un articolo firmato da Antonio Pelliccia e Francesco Gallucci, che mi è parso emblematico di una situazione molto italiana, un po’ maschilista, un po’ miope, che pensavo tramontata.
Lavorando nel settore odontoiatrico da più di 40 anni credo di poter esprimere un'opinione su quanto scrivono i due autori, noti per i corsi di comunicazione che da anni tengono in tutta Italia, sia alle figure laureate sia al personale di studio odontoiatrico.
La comunicazione che emerge da questo articolo, che ho letto due volte, sperando di essermi confusa, non tiene conto degli ultimi orientamenti professionali circa il ruolo delle ASO.
All’interno dello studio odontoiatrico vengono, ormai da tutti, valorizzate le competenze e definita la centralità del ruolo, mentre i due esperti, analizzando i fattori che ottengono una buona fidelizzazione del paziente descrive come elementi importanti l’identità dello Studio rappresentata dai titoli dell’odontoiatra ma anche dall’arredo ed equipara le Aso alle sedie e alle poltrone, sostenendo che la memoria fotografa ed immagazzina immagini ed emozioni legate a ciò che vede nelle prime fasi di conoscenza dello Studio e tra le varie suppellettili dell’ingresso di un dentista include anche le Assistenti. Non contenti, dopo poche righe, ecco che l'ASO viene di nuovo nominata e adesso per il suo "sorriso".
Carissimi signori, questo articolo oltre a banalizzare un argomento complesso, è veramente lesivo della nostra immagine, umana e professionale.
Mi permetto di dire che il paziente viene fidelizzato sicuramente dal gusto e dalla sobria raffinatezza di un arredo, dai titoli che esprimono l’impegno e il livello di aggiornamento del titolare, la percezione di pulito ed igiene che si può respirare in un locale curato, ma sicuramente, senza trascurare alcuno di questi fattori, la vera differenza può portarla il fattore umano, con la professionalità e l'empatia espressa nell’accoglienza dalla segretaria/Assistente, dalla competenza con la quale avrà risolto, qualche problema organizzativo al telefono, forse, ancora prima di conoscerlo di persona, della cortesia con la quale si rivolgerà a lui per assolvere le prime pratiche burocratiche., quindi più che un semplice sorriso.
E non mi dilungo su tutto ciò che, rappresenta un’ASO preparata e organizzata durante le fasi operative e sul rapporto personale che solo le ASO riescono ad instaurare, creando vere e proprie amicizie rapporti di stima e fiducia che si protraggono,spesso, negli anni.
Siamo molto più di un bel sorriso, c'è competenza, c'è senso di responsabilità c'è passione nel nostro lavoro quotidiano.
Il pezzo apparso sulla newsletter de” Il dentale” mi ha ricordato molto la politica di questi ultimi tempi tutta stereotipi, lontana dalla realtà quotidiana, in costante evoluzione.
Paola Barbera Presidente IDEA Italian DEntal Assistant
Barbera (IDEA), dico agli esperti di marketing che le ASO sono fondamentali e non un “arredo”
Redazione ilDentale·13 febbraio 2013·2 min di lettura
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