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Cassazione: legittimo il sequestro dello studio in caso di esercizio abusivo della professione

Redazione ilDentale·24 luglio 2009·1 min di lettura

Che le sanzioni penali in caso di esercizio abusivo della professione da parte finto dentista e di concorso (favoreggiamento) da parte dell’odontoiatra siano quasi “ridicole” è un fato noto. Meno noto, invece, è che il vero danno in caso di accertamento penale si subisce quanto avviene il sequestro dello studio.

È il caso della recente Cass Penale, sez VI sent n. 24273 dell’11 giugno 2009, come ci segnala l’avv. Silvia Stefanelli esperto di diritto sanitario.

Questi i fatti. Al momento dell'intervento degli organi di polizia, nell’ambulatorio dentistico vi era l’odontotecnico che ultimava interventi di terapia conservativa nel cavo orale di una paziente; si ritenevano dunque sussistenti indizi relativi all’esercizio abusivo della professione di dentista a carico dell’odontotecnico ed il concorso a carico del dentista, considerato consapevole della presenza del tecnico nei giorni di assenza dallo studio.

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Veniva quindi aperto procedimento disciplinare e posto sotto sequestro lo studio.

Il dentista presentava istanza di riesame sul provvedimento di sequestro e poi impugnava la conferma in Cassazione. Ma anche in Cassazione dava torto all’odontoiatra.

Stabiliva infatti la Suprema Corte “ l'immobile adibito a studio dentistico e laboratorio per l'esercizio dell'attività odontoiatrica è collegato da un nesso strumentale diretto e immediato all'esercizio di tale attività e pertanto può essere sottoposto a sequestro preventivo, unitamente ai beni strumentali siti al suo interno, rientrando nella nozione di cosa pertinente al reato, in rapporto di necessaria, specifica e strutturale correlazione con la commissione dell'attività illecita di esercizio abusivo della professione”.

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