Affermare che la propria tecnica implantologica può risolvere il problema definitivamente o che l’innovazione tecnologica utilizzata abbatte i tempi di guarigione in un articolo può essere motivo di sanzione disciplinare se queste non sono supportate da una fondatezza scientifica. A decidere la validità tecnico scientifica del messaggio sarà la Commissione centrale degli esercenti delle professioni sanitarie se l’iscritto sanzionato farà ricorso.
A sancirlo è la Corte di Cassazione (sentenza 17417/11) chiamata a giudicare il caso di un dentista che nel 2008 aveva pubblicato su di un giornale locale una serie di articoli riguardanti la propria attività professionale ed in particolare sui tempi dell’implantologia e le innovazioni connesse a questa branca dell’odontoiatria.
A seguito di questi articoli il dentista venne convocato per una audizione preliminare dal suo presidente della Commissione Albo Odontoiatri avviando il procedimento disciplinare con l’addebito di presunta violazione delle norme riguardanti la veridicità e la trasparenza, giudicando di fatto le affermazioni tecnico scientifiche fatte dal dentista, e pubblicate, inesatte.