I rappresentanti del CED (Council of European Dentists) si sono riuniti a Santiago de Compostela (Spagna) per fare il punto della situazione dei dentisti europei alla luce delle recenti normative introdotte.
In particolare è stata adottata una risoluzione sulla Direttiva 2006/35/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali identificando le istanze di maggiore importanza per i dentisti europei. Su questo argomento è stato sollecitato l’aggiornamento dei requisiti minimi richiesti per i praticanti in odontoiatria insistendo sulla necessità di mantenere un minimo di 5500 ore di formazione sul campo e sollecitando accademici e parti politiche a escludere l’odontoiatria dalle lauree brevi: se questo non avvenisse si avrebbe una situazione a macchia di leopardo sul territorio europeo negli standard delle cure odontoiatriche mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei pazienti europei.
Altro punto sul quale il CED richiede chiarimenti alla Commissione Europea è sulla libera circolazione dei professionisti ed in particolare in merito ai requisiti linguistici richiesti ai dentisti che vogliono operare in paesi stranieri. Il CED ritiene opportuno che chi decide di esercitare in uno stato estero deve avere un livello di conoscenza della lingua del paese che lo ospita che gli consenta di comprendere appieno la situazione clinica del paziente e lo renda in grado di spiegargli con chiarezza il tipo di cura che gli propone.