Da molti anni si sente sempre più spesso parlare di riforma degli Ordini professionali e di liberalizzazione delle Professioni intellettuali.

Ma ho la sensazione che sia l'Antitrust che i vari politici interessati, finora, abbiano solo dato dimostrazione di essere del tutto ignoranti in materia, non conoscendo i fondamenti etici e culturali su cui si basa l'esercizio professionale, cercando di svuotarlo di questi fondamentali valori che, invece, sono alla base della tutela degli interessi della collettività. L'assimilare l'esercizio di una professione intellettuale ad una attività economica e imprenditoriale, il catalogare gli Ordini come associazioni di imprese, significa non aver capito nulla di quanto esiste dietro l'esercizio di una libera professione.

Per motivare le loro posizioni si appellano alla necessità di modernizzare, dimostrando anche di ignorare la profonda differenza che esiste tra modernità e progresso. Viene anche spontaneo ipotizzare che, alcuni, abbiano un certo interesse a favorire le richieste provenienti da settori che hanno un notevole peso politico ed economico.

In cima al contributo è possibile scaricare il testo completo dell’intervento del dott. Cesare Brugiapaglia