In questi giorni, ancora una volta, a seguito di una serie di servizi sull'odontoiatria in paesi esteri si è riaccesa la discussione sul rapporto qualità / prezzo dell'odontoiatria italiana.
Il confronto, non corretto, tra prestazioni professionali in due Stati differenti dell'Europa è risultato palesemente superficiale.
In primis la qualità della prestazione andrebbe messa a confronto e ciò non è possibile con una analisi sommaria: "fare un ponte" può risultare operazione difforme e variabile (a seconda delle capacità del dentista che effettua la preparazione dei denti e della precisione del manufatto la durata dello stesso cambia radicalmente, la struttura del dente potrebbe subire danni non riparabili ed il legamento stesso che lo tiene legato alla struttura ossea potrebbe essere leso in modo irreparabile), al tempo stesso il materiale utilizzato e le tecniche per produrre il ponte possono fare la differenza (in Italia viene rilasciata documentazione scritta al paziente ai sensi della legge 93/42 ) così come hanno un’incidenza anche il costo della vita e la tassazione relativa (si pensi al solo costo del personale che in Italia è circa tre volte superiore a quello dei paesi dell'Est e l'attuale tassazione in Italia che globalmente incide per quasi il 60%). Molto e, sventatamente, si discute sui tempi delle terapie, abituati ormai anche nell'odontoiatria al tutto e subito ( protesi su impianti in giornata!!) mentre è scientificamente dimostrato ed assolutamente inconfutabile che alcune (molte) procedure cliniche e chirurgiche non possono essere affrontate con risultati predicibili nell'arco di qualche settimana (una mucosa su cui si sia intervenuti chirurgicamente necessita di tempi di guarigione che vanno ben oltre una settimana).