“L’istruzione non si compra; Studio e salute non sono un merce; Meglio pochi ma buoni” alcuni degli striscioni che campeggiavano ieri a Roma di fronte alla sede del Tar Lazio durante il sit-in organizzato dagli studente dell’AISO e del SOIDS (gli studente della Sapienza) che ha raccolto l’adesione di altri atenei italiani presenti con delegazioni di studenti.
L’obbiettivo era quello di pressare i giudici del Tar che stavano decidendo sulla richiesta di sospensiva avanzata dall’Università Fernando Pessoa contro la decisione di revoca dell’autorizzazione ad aprire una succursale in Italia del proprio corso di laurea (privato) in odontoiatria.
“Siamo fiduciosi sulla decisione del Tar”, dice Dimitri Boatta uno degli studenti promotori dell’iniziativa. “Gli avvocati dei sindacati di categoria (ANDI si era costituita contro il ricorso NdR) sono usciti dal tribunale ottimisti ma a dite incrociate”.