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ENPAM: la sostenibilità dei conti dipende dalla politica. Chiesto un regime transitorio per raggiungere i 30 anni di equilibrio

Redazione ilDentale·24 giugno 2011·2 min di lettura

E’ proseguita mercoledì 23 giungo l’audizione dellaFondazione ENPAM presso la Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali.I rappresentanti della Cassa dei medici e degli odontoiatri hanno confermatol’impegno dell’ENPAM nel raggiungere l’equilibrio dei 30 anni, che non c’èancora non perché i conti della Fondazione siano peggiorati (“sono anzimigliorati” sottolinea l’Ente) ma perché la politica nel 2007 ha cambiato leregole.

I vertici della Fondazione, si legge in una nota,condividono pienamente i richiami della Commissione alla massima prudenza negliinvestimenti. A questo proposito, proprio oggi venerdì 24 giugno il consigliodi amministrazione dell’ENPAM approverà un nuovo modello ispirato da un lavorodel professor Mario Monti, International advisor di Goldman Sachs.

Inoltre, L’ENPAM si è già detto favorevole a un nuovo e piùrazionale sistema di controlli. Iniziative di questo genere, a garanzia dellepensioni degli iscritti, sono nell’interesse degli stessi amministratori.

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La Cassa dei medici e degli odontoiatri sottolinea comunqueche, contrariamente a quanto affermato in una nota dal presidente GiorgioJannone, l'ENPAM non ha affatto subito “ingenti perdite”. Al contrario, cosìcome è stato chiaramente confermato nel corso dell’audizione, il rischio legatoa titoli derivati, acquistati prima della grande crisi economica del 2008, èstato ridotto e attualmente riguarda una porzione limitatissima del patrimonio(circa il 2,5%), con tendenza a ulteriori miglioramenti.

Il problema, così come affermato dal senatore GiulianoCazzola, è semmai nella tenuta dei conti a 30 anni e di questo la Fondazione èben consapevole da tempo e metterà in atto tutti i correttivi necessari.

In questo senso l’ENPAM chiede al Governo e al Parlamento diriconoscere la sua peculiarità, in quanto le entrate della Cassa dei mediciderivano per due terzi da convenzioni con il SSN, il cui rinnovo è attualmentebloccato. Il regime di convenzione fa anche sì che i camici bianchi – adifferenza degli altri professionisti - non potranno beneficiare di contributiintegrativi a carico del cliente, come previsto dalla legge Lo Presti approvatapochi giorni fa. La Fondazione chiede quindi che le sia concesso un regimetransitorio per raggiungere i previsti 30 anni di equilibrio con riformegraduali che non penalizzino la categoria dei medici e degli odontoiatri.

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