Sempre più di sovente l’odontoiatra, ed in particolare l’ortodontista, è chiamato a svolgere la sua attività professionale in situazioni di urgenza, per traumatismi verificatisi soprattutto in pazienti di giovane età. Il piccolo paziente, che si infortuna accidentalmente in asilo, a scuola, o altrove riportando danni a livello dell’apparato odontostomatologico, è soggetto a diverse problematiche cliniche relative allo sviluppo e alla crescita dentale nonché alle modificazioni del distretto maxillo-facciale. A occuparsi degli aspetti medico-legali in traumatologie ortodontica è un Lavoro pubblicato su Mondo Ortodontico (2010;1:26-35) evidenziando che il 2-3% dell’intera popolazione è interessata da questa tipologia di traumi.
Scopo del Lavoro, spiegano gli autori, non è quello di evidenziare la procedura clinica di intervento, ma di fornire un “vademecum” sulla necessità di certificare l’obiettività dell’evento traumatico oltre a sottolineare le differenze tra certificazione, denuncia e referto al fine di chiarire gli obblighi a cui è tenuto il sanitario.
Attraverso il certificato medico il sanitario attesta fatti di natura tecnica, d’interesse biologico, riscontrati personalmente nell’esercizio della professione e attinenti la persona cui il certificato si riferisce. Il certificato dovrà sempre riportare la data, le generalità del danneggiato, le circostanze e la meccanica del trauma riferito, la descrizione della lesione, la documentazione realizzata come foto e radiografie e la terapia eseguita indicando la prognosi.