“Anche i dipendenti degli studi professionali, licenziati per riduzione del personale o per cessazione dell’attività, hanno diritto a essere iscritti nelle liste di mobilità, come previsto dalla legge 233/91 e quindi possono beneficiare di un’assunzione agevolata in caso di nuova occupazione”. Ad indicarlo è il Ministero del Lavoro rispondendo ad un interpello sollevato da Confprofessioni (confederazione delle associazioni dei liberi professionisti tra cui ANDI) e dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.
Nella risposta il Ministero precisa che i lavoratori degli studi professionali con meno di 15 dipendenti, in presenza di almeno 12 mesi di anzianità lavorativa presso lo stesso studio (di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato) hanno diritto anche all'indennità di mobilità in deroga. Dopo la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in deroga, le precisazioni del Ministero del Lavoro concedono un altro ammortizzatore sociale agli studi professionali equiparandone i dipendenti a quelli delle imprese.
“E' proprio vero –commenta Roberto Callioni membro della Giunta Esecutiva di Confprofessioni- che la mutazione in atto nelle professioni, accentuata come noto dalla crisi economica, sta portando a dei risvolti del tutto inattesi anche solo sino a due anni orsono”.