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“Nuovo progetto di sanità: problematiche e proposte delle professioni sanitarie”: l’intervento del presidente UNID Laura Marino al congresso ANTEL

Redazione ilDentale·30 maggio 2012·3 min di lettura

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento della dott.ssa Laura Marino intervenuta il 29 maggio 2012 alla Camera dei gruppi parlamentari in occasione della Confernea ANTEL (Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico)

La sanità Italiana sta vivendo anni difficili, dove il declino di contenuti etici e deontologici a più livelli hanno sottratto dignità alle professioni sanitarie in questa sede rappresentate. Diventata terra di conquista, la Sanità si trova ad avvallare obiettivi economici-commerciali che nulla hanno a che vedere con la gestione di un sistema sanitario pro-salute. La Salute, valore ineludibile dovrebbe essere il fiore all’occhiello in una società moderna ed evoluta. È nostra volontà quindi rappresentare concretamente un pensiero che si realizzi attraverso il contributo delle persone in termini di competenza e professionalità. Le Professioni sanitarie pertanto sono realisticamente una proposta innovativa della nostra società, perché riassumono in termini operativi i postulati della Costituzione Italiana e di un welfare che domina il linguaggio Internazionale. L’attuale complessità economica e la necessità di garantire salute deve trovare necessariamente le risorse nelle competenze formate, evitando la loro errata contestualizzazione e conseguente mortificazione. Mi pare che il Ministro della Salute e tutto il suo Staff stiano ricercando nell’economia delle risorse economiche e organizzative soluzioni per sopperire alle annose carenze dei servizi sanitari. Purtroppo, come in tutti i momenti storici di crisi, questo comporta il rischio di operare scelte dettate da indicazioni statistiche, da tabulati di bilancio, pressioni di orientamento politico e di adesione corporative.

La Popolazione diventa un numero rappresentativo di una domanda sulla quale spalmare un’offerta demagogica di servizi e quindi rispondendo solo ed esclusivamente ad una necessità di Governo Politico e non sanitario. Sarebbe opportuno in questo ambito rivalutare quelle professioni, che ad oggi non sono inserite nel Sistema Sanitario Nazionale, ma che svolgono concretamente un servizio per la salute pubblica.

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La professione infatti che mi onoro di rappresentare, l’Igienista Dentale, e che ad oggi potremmo definire “Igienista della salute e prevenzione Orale “ non trova attualmente traccia di sé nel Sistema Sanitario Nazionale snaturandone la professionalità. Una Professione che a pieno titolo appartiene alle Professioni Sanitarie Tecnico ed assistenziale e alla quale dovrebbe essere dichiarata e riconosciuta dalle Istituzioni una pari dignità professionale.

L’assenza di storicità del profilo, l’antagonismo promosso da categorie ordinistiche poco aperte all’innovazione e all’interesse Pubblico fanno si che la nostra figura non venga contestualizzata nel sistema sanitario, ma confinata a mera presenza di contorno. Tutto questo diventa troppo spesso un elemento discriminante rispetto ad una credibilità professionale sia in ambito pubblico che privato, tralasciando tutti quei contenuti di competenza e progettualità preventiva sanitaria propri di tale profilo.

La nostra professione a oggi consente l’ occupazione all’89% dei laureati in Igiene Dentale entro un anno rispondendo alla necessità di occupazione giovanile. Il nostro apporto tecnico e assistenziale nell’ambito della prevenzione si traduce operativamente in una azione diretta sul territorio e sugli stili di vita della popolazione. La nostra professione fonda la propria competenza sul concetto di salute non come elemento ausiliario alla Terapia ma come valore assoluto.

In conclusione non ci sembra pertanto improponibile un progetto di sanità che guardi in prima istanza alla rivisitazione delle professioni sanitarie emergenti ed innovative come è in ambito internazionale, per poi colmare eventuali necessità del momento con l’implementazione di quelle Professioni consolidate, storiche e già esistenti. Ci aspettiamo che tale processo nasca dalla volontà di valorizzare le persone tutelando la dignità professionale e favorendo un rispetto sociale condiviso.

Dott.ssa Laura Marino: Presidente UNID

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