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Le prestazioni odontoiatriche offerte su Groupon? “Nulla di male se rispettano la regole dell’Ordine” dice il neo Ministro della Salute

Redazione ilDentale·23 novembre 2011·1 min di lettura

Anche il neo Ministro della Salute Renato Balduzzi entra nel merito della questione delle prestazioni sanitarie offerte a prezzi scontati su siti simili a Groupon e dell’iniziativa dell’Ordine di Bologna attraverso una intervista pubblicata oggi su La Nazione, Il Giorno ed Il Resto del Carlino.

“Quella dell'Ordine emiliano è una scelta molto positiva: così si riconducono i medici a un rapporto con l'utenza più corretto. Non dobbiamo però demonizzare le offerte on line e la pubblicità sanitaria, se ben organizzate e trasparenti”, dice il Ministro Balduzzi al giornalista Valerio Baroncini. D’altronde, continua il Ministro il decreto Bersani e le successive norme “hanno dato ai singoli Ordini professionali il compito di vigilare sulla correttezza professionale”.

Ministro che fa notare come le norme in materia di pubblicità siano chiare e non confuse come alcuni sostengono. “La pubblicità deve essere vera, presentare offerte basate su criteri scientifici e trasparenti. Non deve essere insomma equivoca. C'è un codice etico a cui attenersi e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha delle apposite linee guida. A queste bisogna sempre guardare”.

Pubblicità

E sulle offerte di prestazioni offerte attraverso i social shopping il neo Ministro dice che non è detto che queste siano insicure e possono anche essere positive per il cittadino, “l’importante è che vengano proposte secondo i criteri stabiliti dagli Ordini professionali di appartenenza seguendo criteri di appropriatezza e trasparenza”.

“Le offerte -conclude l’intervista il Ministro Balduzzi sintetizzando - non devono essere strumentali e indurre a pensare ad altre situazioni. Non bisogna prevedere trattamenti non necessari e tutto deve restare inquadrato nelle regole previste dal codice deontologico e dall'Ordine professionale di appartenenza”.

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