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Quando i contributi all’INPS e quando all’ENPAM

Redazione ilDentale·8 giugno 2012·1 min di lettura

Un circolare condivisa ENPAM-INPS chiarisce definitivamente come applicare il prelievo contributivo per alcune attività svolte dai Dirigenti medici dipendenti pubblici (iscritti ex Gestione Inpdap). Per la prima volta gli uffici che gestiscono il personale delle Aziende sanitarie, delle Aziende Ospedaliere, dei Policlinici Universitari e degli Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico, informa l’ENPAM, hanno un documento unico e istruzioni chiare.

In sintesi i contributi vanno pagati all’Enpam per:

- attività libero professionale intramuraria o assimilata (es: intramoenia allargata; attività svolta all’interno della struttura per consentire la riduzione delle liste d’attesa; prestazioni aggiuntive eccezionali e temporanee richieste dall’Azienda per tamponare carenze d’organico; guardia notturna oltre gli obiettivi prestazionali dell’Azienda)

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- attività non istituzionali, che non rientrano nella libera professione intramoenia, svolte persoggetti diversi dallo Stato (es. partecipazione in qualità di docente ai corsi di formazione, diplomi universitari e scuole di specializzazione; collaborazione a riviste scientifiche e professionali; relazioni a convegni; partecipazioni a comitati scientifici)

I contributi vanno pagati all’Inps per:

- attività non istituzionali, che non rientrano nella libera professione intramoenia, pagate da un’Amministrazione dello Stato anche diversa da quella di appartenenza

- indennità destinate alla perequazione

Sostanzialmente, spiega l’ENAPM, sui redditi indicati nel punto 2 del Cud i contributi vanno pagati all’Enpam mentre quelli indicati nel punto 1 del Cud sono soggetti a contribuzione Inps.

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