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Renzo ai presidenti CAO: costituitevi parte civile nei processi per abusivismo. “Un modo per aumentare le pene e ribadire il ruolo centrale dell’Ordine nella difesa del cittadino”

Redazione ilDentale·4 febbraio 2013·2 min di lettura

Spesso abbiamo segnalato come nei procedimenti disciplinari l’applicazione delle norme del Codice deontologico sia difforme tra le varie Commissioni odontoiatri provinciali.

Da tempo la CAO nazionale è impegnata proprio per cercare di formare i vari presidenti CAO con eventi ma anche attraverso una costante opera di informazione fornendo tutte quelle notizie che possano interessare la professione con il fine di favorire comportamenti omogenei e coerenti di tutti i presidenti provinciali CAO.

Continuando su questa strada il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo ha inviato a tutti i presidenti provinciali una nota a commento della notizia dell’odontotecnico condannato in Sicilia, per abusivismo alla pena di 100 euro ma costretto a risarcire l’Ordine –costituito parte civile- con 1.300 euro.

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“Questa vicenda –scrive Renzo ai presidenti CAO- mi porta ad una prima considerazione a conferma di quanto da tempo sollecitato: l’ importanza per i nostri Ordini di costituirsi quali parti civili nei procedimenti penali concernenti l’esercizio abusivo; è infatti nostro compito quello di tutelare la salute pubblica e la dignità della nostra professione”.

Altro aspetto sembra preoccupare Renzo: la centralità nei compiti di indirizzo dell’organismo nazionale “ mentre è fonte di confusione sui ruoli, il comportamento che induce alcuni Presidenti CAO ad esternare “all’universo mondo” in modo polemico creando imbarazzo, anche per la non condivisibilità delle tesi sostenute e impropriamente divulgate”

Un modo, sembra indicare il presidente CAO, anche per riportare al centro dell’attenzione il ruolo dell’Ordine a tutela del cittadini.

Ed infatti continua.

“In questi giorni l’immagine dei nostri Ordini e delle nostre CAO –continua Renzo- viene denigrata da qualcuno che utilizza comportamenti individuali per effettuare considerazioni generali assolutamente ingiuste e dannose nei confronti delle nostre Istituzioni”.

“Dobbiamo invece, continuare a lavorare, come stiamo facendo, in modo responsabile e coerente per dimostrare la nostra trasparenza di comportamenti e la nostra capacità di risultare elementi di garanzia e di tutela dei cittadini, anche incentivando la condivisione di comportamenti solidaristici, in un momento così difficile come quello che sta vivendo l’assistenza sanitaria nel nostro paese.

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