Il disegno di legge delega per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie è senza dubbio un primo, valido tentativo di modernizzare gli albi, ordini e federazioni nazionali di medici, odontoiatri, farmacisti e veterinari ma si deve chiarire che la “rappresentanza esponenziale della professione deve essere attribuita alla parte sociale e non a enti pubblici non economici istituiti al fine di tutelare i cittadini e gli interessi pubblici”.
A sostenerlo è Gaetano Stella presidente di Confprofessioni confederazione che raggruppa tra le altre le seguenti sigle sindacali dei liberi professionisti della salute: la Fimmg (la Federazione italiana medici di famiglia), l'Andi (l'Associazione nazionale dentisti italiani), l'Anmvi (l'Associazione nazionale medici veterinari italiani), Plp (l'Associazione psicologi liberi professionisti) e la Fimp (Federazione italiana medici pediatri).
Gaetano Stella, attraverso una nota pubblicata su Italia Oggi nella pagina a cura di Confprofessioni, rivendica il ruolo di rappresentanza dei liberi professionisti dell'area sanitaria, e traccia un confine netto tra le funzioni istituzionali attribuite agli ordini e alle federazioni da quelle di tutela degli interessi delle categorie che competono alle associazioni sindacali del comparto, riunite nella Confederazione nazionale dei liberi professionisti.