Gent.mo Direttore,
sia l’articolo del dott. Benedetti che il suo commento raccontano delle verità ma anche delle inesattezze. Premetto che condivido quasi pienamente il pensiero di Benedetti. Dissento, con i fatti, quando ambedue affermate che i medici del privato agiscono unicamente per il lucro. In una recente analisi sociologica (I medici in Italia: motivazioni, autonomia, appartenenza, Ed. Il Mulino), emerge che, a prescindere dal ruolo, i medici agiscono soprattutto per motivi legati alla passione e alla professione, solo una minoranza per lucro. Se poi si vuole raccontare che i dentisti sono antropologicamente diversi, allora si rischia l’azzardo. L’indagine sociologica dice di più: i medici privati sono più sensibili al giudizio dei pazienti, quelli pubblici più sensibili al giudizio dei colleghi. Aggiungerei che, a parere personale ma credo condivisibile, se in Italia si è fatta un po’ di cultura di salute della bocca, questa è stato grazie ai liberi professionisti, quelli virtuosi ovviamente, quelli che hanno capito che conviene essere anche maestri di educazione sanitaria. Che poi fra di noi ci siano i “dentivendoli”, questa è una triste realtà.
Ma a parte questa precisazione, il resto dell’articolo di Benedetti è, ripeto, condivisibile ed illuminato. Prima occorre puntare a tutelare e promuovere la salute, poi segue a ruota la cura. Personalmente preferirei un sistema sanitario odontoiatrico pubblico, corretto da certi suoi innegabili vizi. Basterebbe ridurre la domanda sanitaria agendo sulla prevenzione primaria per rendere il sistema pubblico sostenibile. Questo pensiero è valido per tutte le discipline. Infatti, agire sul sociale, sull’alimentazione, sull’ambiente e sugli stili di vita ridurrebbe la necessità di cure. Ma, si sa, la prevenzione primaria è una pratica profondamente sovversiva. Ha ragione quando sottolinea il fatto che il pubblico agisce sempre più con visioni economicistiche. Infatti, non a caso, si è passati dal sistema USL ad ASL, dove la A sta per azienda. Anche se preferisco il pubblico, sono favorevole al privato “puro” perché i cittadini devono avere la libertà di scelta.