A tre mesi dal sisma che ha colpito l’Abruzzo si tenta, tra mille difficoltà, di guardare al futuro: anche dal punto di vista odontoiatrico. Il primo bilancio delle tante iniziative attivate in questi mesi dal settore è più che positivo. Se non ci sono ancora dati sulle raccolte delle sottoscrizioni aperte praticamente da tutte le principali associazioni del dentale, più che positivo quello sul lavoro di dentisti, igienisti dentali ed odontotecnici nell’assistere i cittadini colpiti.
Oltre 2500 le prestazioni effettuate, circa 200 protesi mobili provvisorie consegnate sono i numeri dell’assistenza fornita dal Simo presente in Abruzzo fino al 30 di giugno con tre odontoambulanze tre odontovan ad altre unità mobili attrezzate da laboratorio odontotecnico. Unità “prestate” alla Protezione Civile dalla Regione Lazio che finanziata il progetto Simo “Ridare il sorriso”. I dati ufficiali saranno presentanti durante una conferenza stampa organizzata a metà luglio. “Grazie alla collaborazione di molti specialisti -ci dice Mario Orefici presidente del Simo - abbiamo cercato di dare una prima assistenza gratuita a tutti i terremotati. Utilizzando le nostre unità mobili e forti dell’esperienza acquisita in questi anni di lavoro sul territorio laziale presso le carceri o le Rsa, abbiamo potuto gestire con competenza l’attività assistenziale anche dal punto di vista protesico”.
Anche l’Andi, fin dalle prime ore, si è attivata per assistere gli abruzzesi colpiti dal terremoto con una unità mobile e poi con un container attrezzato a studio odontoiatrico. I dentisti volontari hanno, in media, assistito circa 20 pazienti ogni giorno.“In questi primi mesi -ci spiega Umberto Ciciarelli presidente Andi Abruzzo- abbiamo cercato di risolvere le emergenze odontoiatriche dei terremotati: cure e riparazioni delle protesi rotte. Per una nostra precisa scelta non abbiamo voluto realizzare protesi nuove. Anche perché dopo il servizio del TG1 (in cui si mostrava una signora che, grazie all’intervento del presidente Berlusconi, riceveva una nuova dentiera dopo averla persa scappando da casa NdR) molti si presentavano nell’ambulatorio chiedendo un nuova protesi sostenendo che l’avevano smarrita.” Pur continuando ad assistere i terremotati, l’Andi punta ora a sostenere i colleghi. “Stiamo lavorando per far riprendere l’attività i colleghi che hanno perso lo studio ed il lavoro”, dice il dott. Ciciarelli. “Tenga conto che oggi non possono più lavorare circa 100 dentisti, altrettanti igienisti dentali e 200 odontotecnici”. “Stiamo finendo di allestire -continua- un centro odontoiatrico in un capannone che l’Andi ha affittato e che permetterà ai colleghi di tornare ad operare. Per ora sono pronte tre postazioni ma puntiamo a breve di arrivare ad otto. Purtroppo la burocrazia non sta aiutando”. All’interno del centro i dentisti potranno tornare ad assistere i propri pazienti a turno.