Le principali associazioni del settore odontoiatrico vedono con diffidenza la Conciliazione obbligatoria principalmente per la facilità con cui è stata presentata la possibilità di aprire un contenzioso.
“Impossibile dare oggi un giudizio sulla Conciliazione obbligatoria –spiega a Il Giornale dell’Odontoiatra Alberto Libero Segretario Sindacale ANDI- in quanto, di fatto, non è ancora pienamente operativa. Dovremo capire e valutare in corso d’opera il meccanismo e l’impatto che avrà sul rapporto tra cittadino e dentista. Il rischio è che passi l’idea che è un sistema facile e poco costoso per fare causa al medico e si intraprenda questa strada anche quando non ci sarebbero le condizioni per farlo; il rischio è che molti pazienti “tentino il colpo” nei confronti dei professionisti. Personalmente credo che la mediazione sarà un'opportunità se verrà gestita dalle Associazioni di categoria e da varie Authority, altrimenti si rischia di creare un doppione della giustizia burocratizzata ed immobile così come la conosciamo”.
Sulla stessa linea anche il Segretario AIO Salvatore Rampulla che sempre dalla pagine de Il Giornale dell’Odontoiatra ricorda come “la Conciliazione obbligatoria almeno negli intendimenti del legislatore, mi sembra una buona cosa. Lo spirito con cui è stata promossa questa legge è stato quello di ridurre l’affollamento del contenzioso presso il tribunale. Dovremo però aspettare di vedere come la mediazione verrà applicata quando entrerà pienamente a regime, per capirne i reali effetti e le problematiche.”