Le liberalizzazioni non sono cosa per medici e dentisti. Sembra un po’ questo il segnale che emerge dall’ennesima manovra economica, la terza in pochi mesi che si propone di liberalizzare le professioni regolamentate. Un segnale, speriamo voluto e non casuale, che delinea la volontà del Governo di evidenziare che in tema di salute non si può puntare al pieno liberismo; anche perché in sanità oltre ai dentisti e pochi altri, di liberi professionisti ne sono rimasti veramente pochi.
Dalle prime anticipazioni del decreto “Cresci Italia”, ma si dovrà aspettare la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per avere delle certezze, emerge che medici e soprattutto dentisti liberi professionisti sono quasi esentati dal rispetto dei provvedimenti; da valutare l’articolo che cancella le norme sull’apertura dell’attività.
Unico obbligo, di tipo deontologico, che toccherà direttamente i dentisti è quello che gli impone di fornire al paziente un preventivo scritto che indichi chiaramente i costi delle prestazioni che saranno fornite. Preventivo che dovrà essere completato indicando il numero della propria polizza Rc professionale resa obbligatoria dal decreto di agosto varato ancora dal Governo Berlusconi. Escluse dal rispetto della norma le attività svolte nell’abito del Servizio Sanitario Nazionale o in regime di convenzione.