Ogni qualvolta si rende necessario creare interesse, tensione e discussione è strumentalmente riesumato l’argomento anestesia. Proprio per questo motivo, tempo fa U.N.I.D. ha voluto avviare una discussione per definire la propria posizione resa pubblica in un articolo pubblicato del 2010.
La complessità della problematica e il confronto tra Unione Europea e il nostro Paese hanno evidenziato le diversità della formazione e delle competenze operative dell’Igienista Dentale. Diversità che hanno contemplato i diversi requisiti di ammissione alla formazione, all’attività di tirocinio ed alla pratica clinica, compresa l’anestesia, che negli altri paesi appartiene ad un percorso formativo di tipo specialistico. E’ pertanto condivisibile, da parte di molti professionisti Igienisti che l’evento doloroso oltre ad essere legato alla presenza di malattia ed ipersensibilità del paziente, possa essere l’effetto anche di una cattiva pratica dell’operatore non in possesso di idonei requisiti abilitanti e lo scarso livello di competenza. La gestione priva di tempi adeguati da destinare alla seduta di prevenzione ed igiene, l’assenza di comprensione del profilo comportamentale-clinico, l’omessa rilevazione degli indicatori diagnostici, la scarsa attività comunicativa nella fase operativa di prima cura, sono solo alcuni degli aspetti che possono influenzare l’incapacità di gestire una situazione potenzialmente dolorosa.
Altri aspetti sono connessi con l’industria farmaceutica e le necessità del mercato che spinge e forza nel creare una richiesta e rispondere ad un indotto bisogno. Abbiamo considerato anche che la terapia del dolore possa essere comunque necessaria in un numero molto esiguo di casi nei quali potremo intervenire o con presidi topici o con l’intervento pianificato e programmato del medico-odontoiatra. Se è vero, pertanto, che la professionalità di un Igienista Dentale si identifica in una buona capacità gestionale e professionale della competenza molto raramente ci si troverà alla presenza di fattori d’urgenza. Tenuto conto pertanto delle reali differenze nazionali, del contesto professionale di riferimento, delle scelte originate dal clima politico dei governi in materia sanitaria, è auspicabile che in un prossimo futuro, sia valutato concretamente l’accesso alla terapia antalgica da parte degli Igienisti Dentali Italiani ampliandone la competenza.