Un fatto positivo o negativo quello di voler uniformare le norme sulle autorizzazioni sanitarie oggi definite dalle singole Regioni come previsto dalla normativa vigente attraverso un tavolo ad hoc? Lo abbiamo chiesto ai presidenti AIO ed ANDI.
Per Pierluigi Delogu, presidente nazionale AIO, l’istituzione del tavolo è un fatto positivo.
“Ho ricevuto il 20 aprile scorso dal Ministero della Salute –ci dice il presidente Delogu- una nota dal Ministero con la quale si informa dell’istituzione del tavolo sulle autorizzazioni sanitarie. L'AIO che da tempo ha denunciato la carenza regolamentare della legge che ha creato diverse vie interpretative portando di fatto a una situazione tra le varie Regioni profondamente diversificata. Per questo sentiamo l'esigenza di un atto di indirizzo nazionale e omogeneo che poi possa essere recepito dalle regioni in modo uniforme, per non creare disparità tra i cittadini italiani. La posizione che AIO porterà al tavolo partirà dal presupposto originario che è quello di richiedere l'annullamento di una procedura burocratica di autorizzazione all'apertura dello studio odontoiatrico in forma monoprofessionale o associata. Riteniamo che la legge autorizzativa sia da riferirsi alle strutture complesse, anche in forma privata che vogliano inserirsi in un percorso di collaborazione con il SSN attraverso l'accreditamento. Perciò fatte salve il rispetto delle normative vigenti riguardanti le caratteristiche strutturali, riteniamo che sia un eccesso quello di richiedere e ottenere un autorizzazione all'apertura dello studio che di fatto si ottiene con il superamento dell'esame di stato e la conseguente abilitazione professionale. Inoltre vogliamo far presente che la distribuzione territoriale degli studi odontoiatrici è oggi una realtà che offre un servizio capillare su tutto il territorio con una valenza sociale di servizio ai cittadini molto elevata. Questo risultato deve essere riconosciuto alla categoria e si deve fare in modo che tale servizio venga mantenuto e garantito ai cittadini, soprattutto alle fasce più deboli come gli anziani e i bambini. Per questo motivo chiederemo che in alcune situazioni urbanistiche si possano studiare delle deroghe ad alcune normative troppo restrittive e non applicabili. Riteniamo, infine, che questa possa essere l'occasione per fare chiarezza in tutte quelle situazioni societarie a gestione non diretta dell'odontoiatra, chiederemo che l'attività, anche in forma societaria faccia capo sempre e comunque all'iscritto all'albo degli odontoiatri, in questo modo avremo dei seri strumenti di contrasto a ogni forma di abusivismo e prestanomismo. Sono tanti i punti che speriamo di affrontare in questo tavolo tecnico e questi enunciati non sono che un punto di partenza dal quale possano scaturire delle proposte pratiche che portino ad una semplificazione delle procedure”.