L’obiettivo dello studio italiano pubblicato sul Journal of Dentistry è stato valutare l’associazione tra disturbi temporomandibolari (TMD), postura del capo correlata all’uso prolungato di dispositivi elettronici portatili e attività neuromuscolare dei muscoli masticatori. In particolare, i ricercatori hanno indagato se la presenza di TMD e una postura abituale caratterizzata da marcata flessione anteriore del capo durante l’utilizzo di smartphone, tablet e computer fossero associate a specifiche modificazioni dei parametri elettromiografici di superficie dei muscoli temporali anteriori e masseteri. I risultati mostrano che i TMD e la postura del capo influenzano aspetti differenti della funzione neuromuscolare e che l’Activity Index potrebbe rappresentare un parametro particolarmente sensibile alle variazioni posturali.
Postura digitale e sistema cranio-cervico-mandibolare
La diffusione capillare di smartphone, tablet e computer ha profondamente modificato le abitudini quotidiane, aumentando il tempo trascorso in posizioni di flessione anteriore del capo. Secondo gli autori, questa esposizione posturale potrebbe avere ripercussioni sul sistema cranio-cervico-mandibolare, considerato un’unità funzionale integrata in cui articolazioni temporomandibolari, muscoli masticatori, muscolatura cervicale e strutture ioidee sono strettamente connesse sul piano anatomico, biomeccanico e neurologico.
Partendo da queste premesse, lo studio ha cercato di chiarire se la postura abitualmente assunta durante l’utilizzo dei dispositivi elettronici sia associata a modificazioni misurabili dell’attività muscolare masticatoria.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca ha adottato un disegno osservazionale trasversale e ha coinvolto 100 adulti, con età media di 32,4 anni, tutti utilizzatori abituali di dispositivi elettronici portatili. I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi di pari numerosità sulla base della presenza o assenza di TMD e di una classificazione operativa denominata HT.
La classificazione HT è stata sviluppata specificamente per questo studio e combinava due criteri obbligatori: utilizzo dei dispositivi elettronici per più di 8 ore al giorno e presenza abituale di una marcata flessione anteriore del capo, stimata tra 40° e 60°, identificata tramite questionario illustrato. Gli autori sottolineano che tale classificazione ha carattere esplorativo e non rappresenta un modello clinico validato.
Per l’analisi neuromuscolare è stata utilizzata l’elettromiografia di superficie (sEMG) dei muscoli masseteri e temporali anteriori durante il serramento volontario massimo. Le registrazioni sono state effettuate in due condizioni: postura neutra del capo e flessione anteriore standardizzata di 40°-60°.
Sono stati valutati diversi indici elettromiografici, tra cui la simmetria bilaterale dei temporali anteriori (POC TA), la simmetria dei masseteri (POC MM), l’Asymmetry Index, il Torque Index, l’Impact e l’Activity Index, quest’ultimo indicativo del rapporto di attivazione tra muscolo temporale anteriore e massetere.
I TMD sono associati a una ridotta simmetria muscolare
Uno dei risultati più significativi riguarda la relazione tra TMD e coordinazione neuromuscolare. I soggetti affetti da disturbo temporomandibolare hanno mostrato valori significativamente inferiori di POC TA e POC MM rispetto ai soggetti senza TMD, sia in posizione neutra sia durante la flessione anteriore del capo.
Parallelamente, nei pazienti con TMD sono stati rilevati valori più elevati di Asymmetry Index e Torque Index, indicativi rispettivamente di una maggiore asimmetria laterale e di un più marcato squilibrio torsionale nell’attivazione dei muscoli elevatori della mandibola.
Come affermano i ricercatori, “i soggetti con TMD hanno mostrato una maggiore alterazione del profilo elettromiografico, caratterizzata da ridotta coordinazione, aumentata asimmetria e maggiore squilibrio correlato alla torsione”.
Gli autori evidenziano tuttavia che tali risultati devono essere interpretati con cautela, poiché i gruppi differivano significativamente per età e le analisi non sono state corrette per possibili fattori demografici confondenti.
La postura del capo modifica il reclutamento tra temporale e massetere
L’aspetto più originale dello studio riguarda l’Activity Index. Contrariamente agli altri parametri, questo indice non è risultato associato alla presenza di TMD, ma alla classificazione HT.
I soggetti HT+, cioè quelli che utilizzavano dispositivi elettronici per oltre 8 ore al giorno mantenendo abitualmente una marcata flessione anteriore del capo, hanno mostrato valori dell’Activity Index significativamente più negativi rispetto ai soggetti HT−. Poiché valori negativi indicano una predominanza funzionale del muscolo temporale anteriore rispetto al massetere, questi dati suggeriscono una differente strategia di reclutamento muscolare associata all’esposizione posturale prolungata.
Particolarmente interessante è il fatto che questo fenomeno sia stato osservato anche in soggetti privi di diagnosi di TMD. Secondo gli autori, ciò suggerisce che la postura correlata all’utilizzo dei dispositivi elettronici possa essere associata a modificazioni neuromuscolari indipendentemente dalla presenza clinica di una patologia temporomandibolare.
I ricercatori scrivono che “l’Activity Index può rappresentare un parametro sEMG potenzialmente sensibile alla postura”, pur precisando che la sua utilità clinica, diagnostica e prognostica deve ancora essere definita.
Anche una flessione temporanea del capo altera l’attività muscolare
L’analisi delle registrazioni effettuate nelle due condizioni posturali ha evidenziato un ulteriore dato rilevante. In tutti e quattro i gruppi studiati, l’Activity Index è diventato significativamente più negativo durante la flessione anteriore del capo.
In altre parole, anche una flessione del capo mantenuta per un periodo molto breve durante l’esperimento è stata associata a uno spostamento del bilanciamento neuromuscolare verso una maggiore predominanza del muscolo temporale anteriore.
Tuttavia, l’entità di questa variazione è risultata simile in tutti i gruppi e non è stata influenzata dalla presenza di TMD né dalla classificazione HT. Questo suggerisce che la risposta immediata alla flessione del capo rappresenti un fenomeno generale, mentre la classificazione HT sembra associarsi soprattutto al modello neuromuscolare di base dei soggetti.
Implicazioni pratiche per il clinico
Dal punto di vista odontoiatrico, lo studio rafforza la visione del complesso cranio-cervico-mandibolare come sistema integrato. I risultati indicano che i TMD sono maggiormente associati a fenomeni di ridotta simmetria e coordinazione muscolare, mentre l’esposizione prolungata a posture di flessione anteriore del capo sembra correlarsi soprattutto a variazioni del rapporto di attivazione tra temporale e massetere.
Per il clinico, questi dati suggeriscono che la valutazione delle abitudini posturali e dell’utilizzo quotidiano dei dispositivi elettronici possa contribuire alla comprensione del quadro funzionale del paziente. Allo stesso tempo, gli autori sottolineano che gli indici elettromiografici “devono essere considerati misure complementari della funzione neuromuscolare e non marcatori diagnostici autonomi”.
Conclusioni
Lo studio evidenzia che disturbi temporomandibolari e postura del capo associata all’uso intensivo dei dispositivi elettronici sono correlati a domini neuromuscolari differenti. I TMD risultano associati principalmente a ridotta simmetria muscolare, maggiore asimmetria laterale e aumento degli squilibri torsionali. La postura caratterizzata da prolungata flessione anteriore del capo appare invece associata soprattutto a una modifica del bilanciamento funzionale tra muscolo temporale anteriore e massetere.
Nelle conclusioni, i ricercatori affermano che “l’Activity Index ha mostrato l’associazione più forte con la classificazione HT investigata e può quindi rappresentare un parametro elettromiografico potenzialmente sensibile alla postura”. Tuttavia, precisano che la classificazione HT rimane esplorativa e che il significato clinico, diagnostico e prognostico dell’Activity Index deve essere ancora chiarito attraverso futuri studi longitudinali con monitoraggio oggettivo della postura.
Lavoro originale:
Head Posture and Cranio-Cervico-Mandibular Disorders in Portable Electronic Devices Users: A Comparative Cross-sectional Study
Autori: Marian Turbatu, Alessandro Nota, Teresa Laborante, Chiara Maria Galati, Laura Pittari, Simona Tecco