Il laser Nd a 1064 nm con impulsi di durata nanoseconda determina un'alterazione termica dei margini chirurgici significativamente inferiore rispetto al laser a diodi a 980 nm, senza differenze significative nella guarigione tissutale a quattro settimane. È il principale risultato di uno studio condotto da ricercatori italiani, pubblicato nell'ottobre 2026 su Lasers in Surgery and Medicine, che ha confrontato le due tecnologie nell'escissione di lesioni benigne dei tessuti molli del cavo orale.
La ricerca ha valutato non soltanto il danno termico attraverso l'esame istologico dei campioni asportati, ma anche l'evoluzione della guarigione mediante tomografia a coerenza ottica (OCT), una metodica di imaging non invasiva che consente di osservare la microstruttura dei tessuti.
Lo studio e i metodi
Sono stati inizialmente randomizzati 56 pazienti adulti con lesioni orali clinicamente benigne, assegnati a due gruppi. Cinquanta hanno completato il percorso previsto, 25 trattati con laser a diodi a 980 nm e 25 con laser Nd a 1064 nm con impulsi nanosecondi.
Il laser a diodi è stato utilizzato in modalità continua, con potenza di 2 W, mentre il Nd operava con impulsi di 3 nanosecondi e potenza media effettiva di 0,75 W.
I campioni asportati sono stati sottoposti a esame istopatologico per misurare l'estensione delle alterazioni termiche ai margini di resezione. Parallelamente, l'OCT ha consentito di monitorare lo spessore dell'epitelio e della lamina propria prima dell'intervento, immediatamente dopo e a distanza di due e quattro settimane. Sono stati inoltre valutati dolore postoperatorio, consumo di analgesici e qualità della vita correlata alla salute orale.
Il danno termico si dimezza
La differenza più rilevante riguarda l'estensione delle alterazioni termiche nei tessuti asportati. Nel gruppo trattato con laser a diodi, la profondità media del danno è risultata di 494,48 ± 156,97 µm, contro 253,81 ± 77,38 µm nel gruppo Nd.
Una riduzione di circa il 49%, statisticamente significativa (p < 0,001).
L'esame istologico ha evidenziato alterazioni coagulative, modificazioni cellulari e nucleari, vacuolizzazione e carbonizzazione, con un'estensione maggiore nei campioni ottenuti con il laser a diodi.
Entrambe le tecnologie hanno comunque consentito di ottenere campioni idonei alla diagnosi istopatologica. La minore alterazione termica osservata con il Nd potrebbe tuttavia rappresentare un vantaggio quando è particolarmente importante preservare l'architettura tissutale e consentire una valutazione accurata dei margini chirurgici.
Guarigione clinica e tissutale
Sul piano postoperatorio, entrambe le tecnologie hanno mostrato risultati favorevoli. Il dolore è stato generalmente lieve, con un punteggio medio VAS di circa 2 e un consumo limitato di analgesici.
Il gruppo Nd ha registrato valori medi inferiori nel questionario OHIP-14, indicativi di una possibile migliore qualità della vita correlata alla salute orale, ma la differenza non ha raggiunto la significatività statistica.
Anche l'OCT, a quattro settimane, non ha evidenziato differenze significative tra i gruppi nello spessore dell'epitelio e della lamina propria.
È emerso però un altro elemento interessante. Nonostante la guarigione clinicamente soddisfacente, i tessuti trattati presentavano ancora caratteristiche differenti rispetto alla mucosa sana controlaterale.
Lo spessore epiteliale risultava aumentato, mentre quello della lamina propria era ridotto, con differenze statisticamente significative (p < 0,001). Un risultato che suggerisce come il rimodellamento microstrutturale possa proseguire anche dopo la chiusura clinicamente visibile della ferita.
Le implicazioni cliniche
Secondo i ricercatori, la minore alterazione termica osservata con il Nd potrebbe dipendere dalla combinazione tra durata degli impulsi, potenza di picco, modalità di emissione e tempi di esposizione dei tessuti.
Non è quindi possibile attribuire il risultato esclusivamente alla lunghezza d'onda, poiché i due sistemi sono stati utilizzati con parametri operativi differenti.
La ricerca evidenzia soprattutto l'importanza della scelta dei parametri laser nelle procedure che richiedono un successivo esame istopatologico.
Gli autori sottolineano inoltre il potenziale dell'OCT nel monitoraggio non invasivo della guarigione, mostrando come l'aspetto clinico della mucosa non coincida necessariamente con il completo recupero della sua organizzazione microstrutturale.
Conclusioni
Lo studio indica un possibile vantaggio del laser Nd nanosecondo nella preservazione dei margini chirurgici, pur confermando risultati clinici postoperatori favorevoli per entrambe le tecnologie.
Le conclusioni devono essere interpretate considerando il campione relativamente limitato, il follow-up di quattro settimane e le differenze nei parametri di emissione utilizzati.
Restano inoltre da chiarire gli eventuali effetti biologici degli impulsi nanosecondi sulla riparazione tissutale, che gli autori considerano ancora ipotetici e meritevoli di ulteriori studi con campioni più ampi e osservazioni prolungate.
Ricerca originale: Thermal Tissue Damage and Healing After Laser Excision of Benign Oral Soft-Tissue Lesions: An Optical Coherence Tomography (OCT)-Based Comparison of 980-nm Diode and 1064-nm Nanosecond-Pulsed Nd Laser
Lasers in Surgery and Medicine, 2026.