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Dalla pianificazione alla corona definitiva: il percorso digitale in un solo passaggio

Uno studio descrive un flusso di lavoro completamente digitale che combina preparazione guidata della radice, impianto immediato e gestione protesica dei tessuti molli

Redazione ilDentale·13 ottobre 2026·3 min di lettura
Fonte: Journal of Dentistry
Fonte: Journal of Dentistry

Ridurre la sensibilità operativa della Socket Shield Technique (SST) e integrare in un unico flusso digitale la preparazione della radice, il posizionamento implantare immediato e la gestione protesica dei tessuti molli. È questo l'obiettivo del lavoro pubblicato sul Journal of Dentistry che presenta un protocollo completamente digitale basato sull'utilizzo di una guida chirurgica CAD/CAM dotata di uno speciale manicotto dedicato alla preparazione guidata del frammento radicolare vestibolare.

La SST nasce per limitare il rimodellamento post-estrattivo preservando la porzione vestibolare della radice e il relativo legamento parodontale. Tuttavia, la preparazione del frammento radicolare rappresenta uno dei passaggi più delicati e tecnicamente complessi della procedura. Secondo i ricercatori, “la preparazione accurata del frammento radicolare vestibolare è fondamentale”, poiché errori di spessore, posizione o stabilità possono favorire complicanze e compromettere il trattamento.

Come è stata condotta la ricerca

Il protocollo è stato applicato a una paziente di 45 anni con frattura sottogengivale dell'incisivo centrale superiore destro non recuperabile dal punto di vista conservativo o protesico. La pianificazione è stata effettuata sovrapponendo i dati CBCT e le scansioni intraorali.

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Sulla base del progetto digitale è stata realizzata una guida chirurgica utilizzabile in due fasi successive. In un primo momento un manicotto dedicato ha guidato la preparazione della radice mediante una fresa pilota, consentendo la separazione controllata tra la porzione vestibolare da conservare e quella palatale da rimuovere. Successivamente, sostituendo il manicotto, la stessa guida è stata impiegata per la preparazione del sito implantare e l'inserimento dell'impianto.

Dopo il posizionamento implantare è stata eseguita la provvisorizzazione immediata con una corona progettata digitalmente per modellare i tessuti molli peri-implantari. Il profilo transmucoso ottenuto è stato quindi trasferito invariato alla riabilitazione definitiva secondo il cosiddetto One-Step Crown Concept.

I risultati a cinque anni

Il risultato principale emerso dallo studio è la stabilità clinica e radiografica osservata durante tutto il periodo di follow-up. L'impianto è stato inserito con una stabilità primaria di 40 Ncm e l'accuratezza del posizionamento è stata verificata confrontando il risultato finale con la pianificazione digitale. Lo scostamento rilevato è stato di 0,6 mm a livello della piattaforma implantare, 0,9 mm a livello apicale e 3,2° di deviazione angolare.

La guarigione è risultata priva di complicanze. Non sono stati osservati segni clinici di infiammazione né problematiche riferite dalla paziente durante il periodo di guarigione. Anche il profilo dei tessuti molli peri-implantari è rimasto stabile nel tempo.

Al controllo clinico e radiografico a cinque anni, gli autori riportano il mantenimento dei livelli ossei e dei tessuti molli peri-implantari, senza evidenza di infiammazione o altre complicanze correlate al trattamento. La paziente è rimasta asintomatica per l'intera durata del follow-up.

Le implicazioni per la pratica clinica

Dal punto di vista operativo, il principale elemento innovativo consiste nell'utilizzo della stessa guida chirurgica per la preparazione del frammento radicolare e per il posizionamento implantare. I ricercatori sottolineano che “l'impiego di un manicotto dedicato consente di integrare la preparazione della radice e il posizionamento implantare immediato all'interno di un unico workflow chirurgico pianificato digitalmente”.

Lo studio evidenzia inoltre l'importanza della componente protesica. Il mantenimento del profilo transmucoso sviluppato con la corona provvisoria e trasferito senza modifiche alla restaurazione definitiva potrebbe contribuire alla conservazione dell'architettura dei tessuti molli peri-implantari.

Gli autori ricordano però che la selezione del caso resta determinante. La tecnica è indicata in denti singoli non recuperabili nella zona estetica, con tessuti parodontali vestibolari integri e con la possibilità di conservare un frammento radicolare stabile.

Le conclusioni dei ricercatori

Gli autori concludono che il protocollo digitale proposto ha dimostrato la fattibilità dell'integrazione della Socket Shield Technique, dell'implantologia immediata e della gestione protesica dei tessuti molli in un'unica sequenza terapeutica. “L'utilizzo di un manicotto dedicato e della stessa guida chirurgica per la preparazione radicolare e il posizionamento implantare si è dimostrato praticabile”, con risultati clinici e radiografici stabili a cinque anni.

Allo stesso tempo, i ricercatori evidenziano che si tratta di una singola applicazione clinica e che saranno necessari ulteriori studi prospettici comparativi per valutarne accuratezza, riproducibilità, profilo di complicanze e benefici clinici reali.

Fonte:

Fully Digital Immediate Implantation in the Esthetic Zone Using the Socket Shield Technique, a Novel Trephine Guide, and the One-Step Crown Concept

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