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Socket-shield e chirurgia guidata: i risultati di una nuova procedura digitale

Una ricerca con contributo italiano valuta l'impiego di una guida dedicata alla preparazione radicolare nell'implantologia post-estrattiva immediata

Redazione ilDentale·19 ottobre 2026·3 min di lettura
Socket-shield e chirurgia guidata: i risultati di una nuova procedura digitale immagine IA

La preparazione della porzione radicolare da conservare nella tecnica socket-shield può essere eseguita con l'ausilio di una guida chirurgica digitale dedicata, senza danneggiare durante l'intervento il frammento radicolare vestibolare o la corticale ossea. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Dentistry, che ha valutato la fattibilità clinica di un protocollo guidato per la preparazione della root membrane e il posizionamento implantare immediato, con un follow-up di un anno.

Due guide, due funzioni

La ricerca, una serie retrospettiva di casi, ha coinvolto 15 pazienti sottoposti a estrazione di un elemento dentario e inserimento implantare immediato: nove siti anteriori e sei posteriori.

Il protocollo prevedeva l'integrazione delle immagini CBCT con le scansioni intraorali per pianificare separatamente la preparazione radicolare e il posizionamento dell'impianto.

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Una prima guida, denominata Apex Guide, consentiva di orientare una fresa da 2 mm verso l'apice radicolare, creando un canale di riferimento per la successiva separazione mesio-distale della radice. Dopo la rimozione della porzione palatale o linguale e la rifinitura del frammento vestibolare, una seconda guida permetteva l'inserimento implantare secondo una pianificazione protesicamente guidata.

La distinzione tra le due traiettorie rappresenta un elemento centrale del protocollo: l'asse della radice naturale non coincide necessariamente con quello più appropriato per il posizionamento dell'impianto.

I risultati a un anno

La preparazione guidata è stata completata in tutti i 15 siti, senza perforazioni o fratture intraoperatorie della root membrane e senza danni alla corticale vestibolare.

A un anno, tutti gli impianti risultavano in sede e funzionali, con una sopravvivenza implantare del 100%. Anche la sopravvivenza delle riabilitazioni protesiche è stata del 100%.

Sono state tuttavia registrate due complicanze biologiche legate al frammento radicolare conservato. In un paziente la root membrane è diventata mobile dopo sei mesi, rendendone necessaria la rimozione. In un secondo caso si è verificata un'esposizione interna, trattata mediante riduzione del frammento. La percentuale di mantenimento della root membrane è risultata quindi del 93,3%.

Sul versante protesico, un allentamento della vite di un pilastro ha richiesto un intervento di serraggio, portando il successo protesico privo di complicanze al 93,3%.

Tessuti peri-implantari stabili

Tra il controllo a sei mesi e quello a un anno non sono emerse variazioni statisticamente significative dei principali parametri clinici e radiografici.

Il Pink Esthetic Score è passato da 12,13 a 12,20 punti, mentre la profondità media di sondaggio è rimasta sostanzialmente invariata, da 2,22 a 2,21 mm.

Anche il livello osseo marginale peri-implantare ha mostrato variazioni minime, passando da 0,280 a 0,281 mm. Non sono stati osservati casi di perimplantite né segni radiografici di perdita ossea marginale progressiva.

Quali implicazioni cliniche?

Secondo i ricercatori, “la guida statica può facilitare l'accesso apicale durante la preparazione della root membrane, consentendo al tempo stesso un posizionamento implantare indipendente e guidato dalle esigenze protesiche”.

Il vantaggio potenziale riguarda soprattutto il controllo della direzione nella fase iniziale della preparazione radicolare, particolarmente delicata per la limitata visibilità della regione apicale.

La guida, tuttavia, non sostituisce completamente la preparazione manuale: la separazione e la rifinitura del frammento radicolare rimangono operatore-dipendenti.

Risultati promettenti, ma preliminari

Gli autori sottolineano che il numero limitato di pazienti, l'assenza di un gruppo di controllo e il follow-up relativamente breve non consentono di dimostrare una maggiore precisione rispetto alla preparazione a mano libera, né una riduzione delle complicanze.

Come precisano i ricercatori, “il piccolo campione non controllato e il breve follow-up consentono di sostenere soltanto la fattibilità clinica della procedura”.

Saranno necessari studi controllati, con misurazioni quantitative della precisione e periodi di osservazione più lunghi, per verificarne riproducibilità, benefici comparativi e sicurezza nel tempo.

Ricerca originale: Digitally Guided Root Membrane Preparation Using a Dedicated Apex Guide for Immediate Implant Placement: A Retrospective Case Series

Rivista: Journal of Dentistry, 2026

DOI: https://doi.org/10.1016/j.jdent.2026.107113

 

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