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Sigarette elettroniche e giovani, Paglia richiama gli odontoiatri al ruolo nella prevenzione

In un editoriale su Il Dentista Moderno il prof. Paglia, direttore scientifico, affronta i nuovi rischi del tabagismo con l'epidemiologo Silvano Gallus

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·5 novembre 2026·3 min di lettura
Sigarette elettroniche e giovani, Paglia richiama gli odontoiatri al ruolo nella prevenzione

Il tabagismo giovanile sta cambiando e, con la diffusione delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a tabacco riscaldato, anche la prevenzione deve trovare nuove modalità di intervento. È il tema affrontato dal prof. Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno, nell'editoriale di novembre, nel quale propone un'intervista a Silvano Gallus, epidemiologo e responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell'Istituto Mario Negri di Milano.

Paglia richiama l'attenzione su una trasformazione che riguarda direttamente la professione odontoiatrica. Alla progressiva riduzione del consumo di sigarette tradizionali tra i giovani si accompagna la diffusione di prodotti presentati come alternative meno dannose, spesso caratterizzati da aromi e confezioni particolarmente attraenti per gli adolescenti. Una situazione che, secondo il direttore scientifico, richiede di andare oltre il riconoscimento dei danni provocati dal fumo, per intercettare precocemente comportamenti a rischio.

I nuovi prodotti e il rischio di dipendenza

Nell'intervista Gallus mette in discussione la convinzione che le sigarette elettroniche rappresentino un'alternativa sostanzialmente sicura al tabacco tradizionale. Secondo l'epidemiologo, l'industria del tabacco ha progressivamente modificato le proprie strategie commerciali, puntando su nuovi dispositivi contenenti nicotina e promuovendoli come strumenti di riduzione del danno.

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Il problema, osserva Gallus, è che questi prodotti possono favorire la dipendenza e l'avvicinamento dei giovani alle sigarette tradizionali, senza produrre benefici evidenti per i fumatori a livello di popolazione.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il consumo duale. Secondo i dati richiamati nell'intervista, oltre l'80% degli utilizzatori di sigarette elettroniche o prodotti a tabacco riscaldato continua a fumare anche sigarette tradizionali. Un comportamento che può comportare rischi superiori rispetto al consumo esclusivo di queste ultime.

Quali conseguenze per la salute orale?

Gallus richiama una recente revisione della letteratura che ha individuato 12 studi sull'associazione tra sigarette elettroniche e problemi del cavo orale, tra cui gengivite, parodontite, xerostomia, fratture e perdita di elementi dentali.

Assumendo pari a 100 il rischio dei fumatori tradizionali, quello degli utilizzatori esclusivi di sigarette elettroniche risulterebbe pari a 89, mentre nei consumatori duali sarebbe superiore del 44% rispetto ai fumatori di sigarette tradizionali.

Dati che, secondo Gallus, ridimensionano l'idea di una sostanziale innocuità dei nuovi dispositivi. L'epidemiologo invita comunque alla cautela nell'interpretazione delle evidenze, considerando la relativa novità di questi prodotti, la giovane età di molti consumatori e la difficoltà di distinguere gli effetti delle diverse modalità di assunzione della nicotina.

Lo studio odontoiatrico come luogo di prevenzione

È soprattutto sul ruolo della professione che la riflessione proposta da Paglia assume un significato concreto. Gallus considera lo studio odontoiatrico un luogo privilegiato per individuare precocemente comportamenti a rischio, grazie alla regolarità dei controlli e al rapporto continuativo con i pazienti.

Non servono necessariamente interventi complessi. L'epidemiologo suggerisce di introdurre sistematicamente brevi consigli per favorire la cessazione del fumo, anche limitandosi a indicare un centro antifumo o un servizio di riferimento.

Con gli adolescenti, inoltre, la comunicazione dovrebbe evitare atteggiamenti colpevolizzanti e privilegiare conseguenze vicine alla loro esperienza quotidiana. Problemi come alitosi, alterazioni del colore dei denti e peggioramento dell'igiene orale possono risultare più convincenti rispetto al richiamo a patologie che potrebbero manifestarsi dopo molti anni.

Gallus sottolinea anche l'utilità degli strumenti digitali a supporto dei percorsi di cessazione e, soprattutto, della collaborazione tra odontoiatri, pediatri e scuola. Una rete capace di trasmettere messaggi coerenti e di riconoscere tempestivamente i primi segnali di dipendenza.

Una responsabilità che va oltre la cura

Il tema sollevato da Paglia porta quindi a interrogarsi su quanto la prevenzione del tabagismo, soprattutto tra i più giovani, debba diventare parte integrante dell'attività odontoiatrica.

La diffusione dei nuovi dispositivi richiede conoscenze aggiornate, attenzione alle abitudini dei pazienti e capacità di affrontare il tema della dipendenza senza limitarsi alle sue manifestazioni cliniche.

A questo link l'editoriale del prof. Paglia dal titolo "5 minuti con Silvano Gallus. Adolescenti, fumo e sigaretta elettronica: una nuova sfida per il professionista della salute orale"

Quale è il tuo parere?

Ma quanto gli studi odontoiatrici sono oggi preparati a riconoscere il consumo di sigarette elettroniche tra gli adolescenti e a intervenire con un'efficace attività di prevenzione?

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