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Accesso a Medicina e Odontoiatria, il prof. Gherlone alla Camera: garantire reciprocità tra università statali e non statali

Nell'audizione sulle proposte di legge per l'accesso ai corsi di laurea, il prof. Gherlone ha evidenziato le criticità da risolvere per assicurare pari opportunità agli studenti

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·4 novembre 2026·4 min di lettura
Accesso a Medicina e Odontoiatria, il prof. Gherlone alla Camera: garantire reciprocità tra università statali e non statali

Le modalità di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria e, soprattutto, la necessità di garantire agli studenti le stesse possibilità di proseguire gli studi nelle università statali e non statali sono state al centro dell'audizione del professor Felice Enrico Gherlone, coordinatore e delegato della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) per gli atenei non statali con corsi di Medicina, tenutasi il 29 ottobre alla Camera dei deputati.

L'intervento si è svolto nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 2797, a prima firma Cangiano, e C. 2810, a prima firma Tassinari, dedicate alla disciplina dell'accesso ai corsi universitari. Il prof. Gherlone ha espresso una valutazione complessivamente favorevole sui due provvedimenti, sottolineando tuttavia la necessità di chiarire alcuni aspetti applicativi, in particolare quelli relativi ai trasferimenti degli studenti.

Il principio della reciprocità

Il punto centrale dell'intervento ha riguardato il rapporto tra università statali e non statali. Il prof. Gherlone ha ricordato che queste ultime, pur operando con risorse private, svolgono una funzione di servizio pubblico e godono di un'autonomia costituzionalmente garantita.

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Secondo la posizione illustrata alla Camera, le nuove disposizioni devono assicurare la reciprocità dei percorsi formativi, consentendo agli studenti di passare da un sistema all'altro nel rispetto dei posti disponibili e dei requisiti previsti.

In particolare, il prof. Gherlone ha escluso che la possibilità di accedere alle università statali provenendo da quelle non statali possa determinare disparità di trattamento, dal momento che gli studenti dovrebbero comunque ottenere una posizione utile nella graduatoria nazionale. La stessa possibilità, ha osservato, dovrebbe essere garantita in senso inverso, attraverso il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti.

Trasferimenti, servono regole più chiare

Uno degli aspetti ancora da definire riguarda proprio le procedure che dovrebbero consentire agli studenti di trasferirsi tra i due sistemi universitari.

Per il prof. Gherlone sarà necessario un decreto attuativo che disciplini l'accesso alle università non statali attraverso bandi coordinati con la pubblicazione dei risultati delle graduatorie delle statali. Una soluzione che permetterebbe agli studenti non ammessi, oppure interessati a proseguire il percorso in un ateneo non statale, di valutare le alternative disponibili.

Il Coordinatore della CRUI ha ricordato che, già prima della riforma, gli studenti potevano sostenere le prove di ammissione in entrambi i sistemi. Il cambiamento delle modalità di accesso ha avuto conseguenze anche sulla partecipazione ai test degli atenei non statali. Come esempio ha citato l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove i candidati sarebbero passati dai precedenti 3.500-4.000 a circa 1.500-2.000.

Numero programmato e qualità della formazione

Nel corso dell'audizione il prof. Gherlone ha inoltre precisato che la CRUI non ha sostenuto l'introduzione di un accesso completamente libero a Medicina, privo di criteri di selezione. La Conferenza aveva elaborato una proposta alternativa alla riforma, caratterizzata soprattutto da una diversa collocazione temporale del semestre filtro.

Il mantenimento di una programmazione degli accessi, secondo il prof. Gherlone, risponde anche all'esigenza di garantire la qualità della formazione. L'aumento degli iscritti deve infatti essere accompagnato da un numero adeguato di docenti, strutture e opportunità di tirocinio, particolarmente rilevanti considerando il carattere abilitante della laurea.

A questo proposito ha richiamato l'esperienza degli anni Settanta e Ottanta, quando in alcune sedi universitarie si arrivava a 2.000 iscritti al primo anno, ma soltanto un centinaio conseguiva la laurea. Una situazione difficilmente confrontabile con l'attuale organizzazione della formazione medica, oggi basata su requisiti e standard definiti.

Le differenze tra le due proposte

Le proposte Cangiano e Tassinari sono state giudicate sostanzialmente simili dalla Commissione CRUI degli atenei non statali, pur presentando alcune differenze.

Una riguarda le materie previste per le prove di accesso. La proposta Cangiano indica espressamente biologia, chimica e fisica, mentre quella Tassinari fa riferimento alle discipline qualificanti comuni del primo semestre. Il prof. Gherlone ha espresso una preferenza per questa seconda formulazione, ritenendola più flessibile rispetto a eventuali modifiche dei programmi universitari.

Un altro elemento riguarda l'inclusione di Medicina Veterinaria, considerata rilevante anche alla luce dell'attivazione di questi corsi in alcuni atenei non statali.

Nel complesso, il giudizio espresso durante l'audizione è stato favorevole all'impostazione delle proposte di legge, considerate strumenti utili per assicurare reciprocità e parità di trattamento. Restano tuttavia da definire le modalità operative attraverso le quali questi principi potranno essere concretamente applicati, soprattutto nella gestione dei trasferimenti e nel coordinamento tra le procedure di ammissione dei diversi atenei.

 

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