Salta al contenuto
ilDentale

Calunnia e diffamazione contro il presidente Enpam, condannata una dottoressa romana

Il Tribunale di Roma infligge un anno e sei mesi di reclusione a una professionista iscritta all'Ordine. La pena è sospesa. La sentenza non è definitiva

Redazione ilDentale·23 ottobre 2026·2 min di lettura
Calunnia e diffamazione contro il presidente Enpam, condannata una dottoressa romana

Un anno e sei mesi di reclusione per calunnia e diffamazione aggravata nei confronti del presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti e della sua segretaria. È la condanna pronunciata in primo grado dal Tribunale di Roma, lo scorso 18 settembre, nei confronti di una dottoressa iscritta all'Ordine dei medici di Roma, a darne notizia è l’Ente di previdenza di medici e dentisti attraverso un comunicato stampa. Il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena, condannando la professionista anche al pagamento delle spese legali e al risarcimento dei danni alle parti civili.

La vicenda giudiziaria trae origine da una serie di denunce-querele presentate a partire dal 2016, nelle quali la dottoressa accusava il presidente dell'ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri e altre persone di reati tra cui truffa, estorsione e minacce. Accuse che, secondo quanto stabilito nella sentenza n. 10052/2026, sarebbero state formulate nella piena consapevolezza della loro falsità.

All'origine della controversia vi sarebbe stata la procedura di dismissione del patrimonio immobiliare dell'Enpam, di cui la professionista era inquilina. Secondo la ricostruzione del giudice, le iniziative giudiziarie sarebbero state intraprese verosimilmente con l'obiettivo di ostacolare o invalidare la procedura.

Pubblicità

Le accuse erano state diffuse anche attraverso un sito internet diretto dalla stessa dottoressa e registrato come testata giornalistica. Nella motivazione della sentenza, il magistrato definisce le dichiarazioni "prive del requisito della verità" e parla di "divulgazione di notizie false", smentite dagli accertamenti processuali. Espressioni considerate dal giudice "mere invettive, mendaci e gratuite", dirette a compromettere la reputazione delle persone coinvolte e degli inquirenti.

Non è la prima condanna per diffamazione aggravata nei confronti del presidente dell'Enpam. Con una precedente sentenza, la n. 386/2025, un altro giudice del Tribunale penale di Roma aveva riconosciuto una "persecuzione mediatica" e una "incessante campagna diffamatoria" ai danni di Oliveti, infliggendo una multa di mille euro e disponendo il pagamento di oltre 20mila euro tra provvisionale e rimborso delle spese legali. Contro quella decisione la professionista ha presentato ricorso e si attende il giudizio di appello.

La nuova condanna prevede invece una pena detentiva, superiore anche alla richiesta del pubblico ministero, che aveva proposto un anno e cinque mesi di reclusione.

Entrambe le sentenze non sono definitive. Nel frattempo, secondo quanto riportato nella ricostruzione della vicenda da Enpam, la dottoressa avrebbe continuato a sostenere le proprie accuse durante conferenze pubbliche e attraverso alcuni libri disponibili in commercio.

A suo carico risulta inoltre un terzo procedimento penale, sempre nei confronti del presidente dell'Enpam, con l'accusa di atti persecutori, nella forma del cosiddetto stalking giudiziario. La prossima udienza è fissata per il 27 febbraio 2027.

 

Articolo offerto da

Articoli correlati