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Carie dentale, in Spagna servirebbero 2,5 miliardi di euro per le cure ancora da effettuare
Un rapporto del Consejo General de Dentistas quantifica le necessità di trattamento e il peso economico della carie, evidenziando differenze tra le fasce d'età

Per trattare tutte le lesioni cariose che necessitano di un intervento restaurativo nella popolazione spagnola tra i 12 e i 74 anni servirebbero oltre 2,5 miliardi di euro, pari a una media di 64,46 euro per abitante. È quanto emerge dal rapporto Análisis de los costes de restauración derivados de la caries dental en España, realizzato dal Consejo General de Dentistas e dalla Fundación Dental Española sulla base dei dati dell'indagine nazionale sulla salute orale del 2025.
La cifra, precisamente 2.561,3 milioni di euro, non rappresenta quanto viene speso annualmente per curare la carie, ma il valore economico stimato dei trattamenti ancora necessari. Un indicatore che permette di quantificare le esigenze assistenziali della popolazione e offre elementi utili per orientare le politiche di prevenzione e accesso alle cure.
Come sono stati calcolati i costi
L'analisi considera una popolazione di riferimento di circa 39,7 milioni di persone, utilizzando i dati epidemiologici del 2025 e le stime demografiche per il 2026. Il modello tiene conto della distribuzione delle lesioni cariose nelle diverse fasce d'età, delle condizioni socioeconomiche e dei trattamenti necessari.
Per attribuire un valore economico agli interventi sono stati utilizzati costi convenzionali di riferimento: 65 euro per un'otturazione semplice, 90 per una complessa, 250 per un trattamento endodontico, 450 per una corona e 70 per un'estrazione. Non si tratta di tariffe ufficiali né dei prezzi effettivamente pagati dai pazienti, ma di valori utilizzati per rendere possibile la stima.
Le otturazioni rappresentano la componente economicamente più rilevante, con circa 1,63 miliardi di euro, seguite dalle estrazioni, che incidono per 418,4 milioni, dalle corone per 313,6 milioni e dai trattamenti endodontici per 202,1 milioni.
Le fasce d'età più interessate
Il peso economico delle cure necessarie non è distribuito uniformemente nella popolazione. La fascia tra 65 e 74 anni presenta il valore complessivo più elevato, con 466,2 milioni di euro, seguita da quella tra 35 e 44 anni, con 429,2 milioni.
Anche nelle fasce intermedie le necessità sono consistenti, con valori prossimi ai 300 milioni di euro per ciascun gruppo tra 45 e 64 anni. Tra i 12 e i 15 anni, invece, la stima è di 43,1 milioni.
Queste differenze non indicano necessariamente una maggiore necessità di trattamento per singolo individuo, perché i valori complessivi risentono anche della numerosità dei gruppi e delle caratteristiche epidemiologiche considerate dal modello.
L'analisi introduce inoltre una ponderazione socioeconomica per valutare come le condizioni sociali possano incidere sulla distribuzione delle necessità. Utilizzando un diverso sistema di ponderazione, la stima complessiva scende a 2.505,5 milioni di euro, con una variazione del 2,18%. Un risultato che suggerisce una relativa stabilità della valutazione economica rispetto a questa specifica modifica metodologica.
Il peso delle cure pregresse
Il rapporto propone anche una seconda lettura economica, riferita all'esperienza di carie accumulata nel tempo. Alle otturazioni già presenti viene attribuito un valore convenzionale di 8,87 miliardi di euro, mentre alle assenze dentarie considerate potenzialmente riconducibili alla carie viene associato un valore di 7,38 miliardi.
La somma raggiunge circa 16,25 miliardi di euro, che diventano 18,81 miliardi considerando anche le necessità restaurative ancora pendenti.
È però fondamentale distinguere questi indicatori. Le valutazioni storiche non rappresentano la spesa realmente sostenuta dai pazienti o dal sistema sanitario, né possono essere utilizzate per calcolare automaticamente il costo complessivo della carie. In particolare, l'attribuzione delle perdite dentarie alla patologia cariosa deriva da ipotesi statistiche, considerando che le estrazioni possono avere cause differenti.
Le indicazioni per la sanità pubblica
Secondo il Consejo General de Dentistas, i risultati confermano la necessità di rafforzare la prevenzione e ampliare l'accesso alle prestazioni odontoiatriche offerte dal sistema sanitario pubblico spagnolo.
Il presidente Óscar Castro Reino richiama l'attenzione sull'importanza di intervenire prima che le lesioni richiedano trattamenti complessi, sottolineando come le necessità assistenziali individuate riguardino una patologia in larga misura prevenibile.
Il rapporto offre soprattutto uno strumento per la programmazione sanitaria. Quantificare le necessità di trattamento consente di individuare le fasce di popolazione sulle quali concentrare l'attenzione, ma non equivale a stabilire quale finanziamento pubblico sarebbe necessario per soddisfarle.
Per arrivare a una previsione di spesa occorrerebbe infatti considerare ulteriori variabili, tra cui l'effettivo ricorso alle cure, la copertura assicurativa e pubblica, le capacità del sistema assistenziale e i tempi di realizzazione degli interventi.
Gli autori precisano inoltre che il modello non comprende tutte le possibili conseguenze economiche della carie, come le riabilitazioni protesiche successive alla perdita dentaria, gli impianti e i costi delle eventuali complicanze.
La stima dei 2,5 miliardi rappresenta quindi una misura delle necessità restaurative esistenti, non il costo di un programma sanitario già definito. Un dato che rende comunque evidente quanto la prevenzione e l'intercettazione precoce della malattia possano essere rilevanti anche nella pianificazione delle risorse destinate alla salute orale.
Scarica la ricerca realizzata dall'Ordine spagnolo
resumen-metodologico-analisis-caries-espana.pdf·11.9 MB· Riservato agli utenti registrati
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