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Cliniche odontoiatriche chiuse, Federconsumatori teme che dietro ci sia un sistema

Da Napoli alla Sicilia, pazienti con cure interrotte e finanziamenti ancora da pagare. Open raccoglie le preoccupazioni dell'associazione dei consumatori

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·2 novembre 2026·2 min di lettura
Cliniche odontoiatriche chiuse, Federconsumatori teme che dietro ci sia un sistema

La chiusura improvvisa di alcune cliniche odontoiatriche, con pazienti rimasti senza cure ma ancora impegnati a rimborsare i finanziamenti sottoscritti, potrebbe non essere soltanto il risultato di singole crisi aziendali. A sollevare il dubbio è Federconsumatori, che teme l'esistenza di un sistema organizzato a danno dei pazienti. A riportare le preoccupazioni dell'associazione è Open, che in un articolo pubblicato oggi, 2 novembre, ricostruisce alcuni casi avvenuti in diverse città italiane.

Il caso più recente al centro dell'attenzione è quello della Sanident di Napoli, la cui chiusura ha lasciato oltre 150 pazienti con trattamenti odontoiatrici non conclusi e, in molti casi, finanziamenti ancora attivi. Sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo, mentre Federconsumatori ha avviato iniziative legali per tutelare le persone coinvolte.

"Quello che abbiamo davanti non è un caso isolato di dissesto aziendale. Sembra esserci il serio rischio di essere di fronte a un vero e proprio schema predatorio che avrebbe lucrato sulla salute e sulla dignità di centinaia di famiglie napoletane", afferma Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania.

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Come ricorda Open, situazioni analoghe si sono verificate anche con le chiusure delle strutture Visodent in Sicilia, New Dental a Imperia, Dental Hospice a Brescia e Doctor Dent a Mestre. Il problema comune è quello dei pazienti che, dopo aver anticipato il costo delle prestazioni attraverso un finanziamento, si ritrovano senza la possibilità di completare le cure e con le rate ancora da pagare.

Carlo Spirito, legale che segue alcune famiglie per Federconsumatori, contesta in particolare il comportamento della finanziaria Compass nel caso napoletano. L'associazione intende rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario per ottenere la sospensione dei pagamenti, mentre proseguono le iniziative nei confronti delle società coinvolte.

L'articolo di Open richiama anche il ruolo dei clinic manager nelle strutture organizzate secondo modelli prevalentemente commerciali. Secondo la ricostruzione giornalistica, in alcune realtà gli obiettivi di vendita e il ricorso ai finanziamenti avrebbero assunto un peso rilevante nella gestione dei pazienti, con il rischio di condizionare anche le proposte terapeutiche.

La vicenda riporta al centro del dibattito il rapporto tra gestione imprenditoriale e autonomia professionale. Sul tema Open riprende la posizione del presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, Andrea Senna, che ribadisce la necessità di impedire che soggetti estranei alla professione possano controllare le decisioni strategiche delle strutture sanitarie. Una posizione che la CAO sostiene da tempo, indicando nelle Società tra professionisti il modello societario più adeguato a garantire il controllo deontologico e l'indipendenza delle scelte cliniche.

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