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Nuovo nomenclatore odontoiatrico, continua l’iter verso la validazione

Il presidente nazionale CAO Andrea Senna ha illustrato il documento al professor Enrico Gherlone. Ora il passaggio al Ministero della Salute per la validazione.

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·6 novembre 2026·3 min di lettura
Da Sx: Gian Paolo Damilano, Enrico Gherlone, Andrea Senna
Da Sx: Gian Paolo Damilano, Enrico Gherlone, Andrea Senna

Il nuovo nomenclatore delle prestazioni odontoiatriche è stato illustrato oggi dal presidente nazionale CAO Andrea Senna al professor Enrico Gherlone, presidente della Prima Sezione del Consiglio Superiore di Sanità e consigliere del ministro della Salute Orazio Schillaci per l'odontoiatria. Un passaggio nel percorso istituzionale che dovrà portare alla validazione e alla pubblicazione del documento elaborato dalla Commissione Albo Odontoiatri nazionale.

Il nomenclatore, già presentato all'Assemblea dei presidenti CAO e successivamente al Comitato Centrale FNOMCeO, sarà ora trasmesso al Ministero della Salute per la validazione. L'obiettivo è mettere a disposizione della professione e delle istituzioni uno strumento condiviso per identificare e descrivere in modo univoco le prestazioni odontoiatriche.

Un sistema di 674 prestazioni

Il nuovo nomenclatore nasce dall'esigenza di aggiornare quello approvato nel 2019, basato su un'impostazione del 2017, e di adeguarlo all'evoluzione clinica e tecnologica dell'odontoiatria. Il lavoro, coordinato dal presidente CAO di Cuneo Gian Paolo Damilano, con il coinvolgimento delle società scientifiche, del mondo universitario e di professionisti delle diverse discipline, ha portato a una revisione complessiva delle prestazioni e della loro classificazione.

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Dalle precedenti 328 voci si passa a 674 prestazioni descritte e codificate, distribuite in 18 aree clinico-professionali. Sono 374 le nuove prestazioni introdotte, mentre 131 hanno subito modifiche sostanziali. Anche molte delle voci già presenti sono state aggiornate nella denominazione o nella descrizione.

Tra le novità figurano sezioni dedicate all'odontoiatria digitale, alla medicina estetica, alla medicina del sonno e alle OSAS, alla medicina legale e a procedure che negli ultimi anni hanno assunto crescente rilevanza nella pratica professionale. Sono state inoltre eliminate le prestazioni considerate superate o non più coerenti con le attuali raccomandazioni cliniche.

Un codice per ogni prestazione

La principale innovazione non riguarda soltanto l'ampliamento delle voci, ma il modo in cui vengono organizzate. A ogni prestazione è attribuito un Codice Unico Nazionale (CUN) a tre cifre, che permette di identificarla indipendentemente dalla branca odontoiatrica o dal contesto nel quale viene utilizzata.

Ogni voce comprende una denominazione, una definizione clinica, l'indicazione delle attività incluse ed escluse, eventuali sottovoci e collegamenti con altre aree. L'obiettivo è superare le differenze terminologiche che oggi possono generare ambiguità nei rapporti tra professionisti, strutture sanitarie, assicurazioni e istituzioni.

Il sistema è stato inoltre progettato per essere consultabile attraverso una piattaforma digitale, con un motore di ricerca capace di riconoscere sinonimi, acronimi e termini comunemente utilizzati nella pratica clinica, riconducendoli alla denominazione e al codice ufficiale.

Non un tariffario, ma uno standard comune

Il nomenclatore non contiene tariffe né definisce il valore economico delle prestazioni. Costituisce invece una base tecnica sulla quale potranno svilupparsi strumenti e applicazioni differenti, dai sistemi gestionali alle procedure di rimborso, fino alla programmazione sanitaria.

Una classificazione condivisa potrebbe inoltre rappresentare un riferimento per la definizione delle prestazioni odontoiatriche nell'ambito dei LEA, per i rapporti con il settore assicurativo, per la formazione universitaria e per le attività di ricerca e raccolta dei dati.

Un altro elemento previsto dal progetto è la possibilità di aggiornare il sistema nel tempo, senza dover procedere ogni volta a una revisione complessiva del documento, mantenendolo così coerente con l'evoluzione delle tecniche e delle conoscenze cliniche.

Il percorso verso la pubblicazione

Con la presentazione al professor Gherlone, il nomenclatore prosegue il percorso istituzionale avviato dopo la conclusione dei lavori del gruppo coordinato da Damilano. Dopo il confronto con i presidenti delle CAO territoriali e il passaggio al Comitato Centrale FNOMCeO, il prossimo adempimento sarà l'invio al Ministero della Salute per la validazione e la successiva pubblicazione.

Per la CAO nazionale si tratta di portare a compimento un lavoro che, oltre all'aggiornamento tecnico, punta a definire un linguaggio comune per rappresentare le prestazioni odontoiatriche nei diversi ambiti professionali e istituzionali. La validazione ministeriale costituirà il passaggio necessario per dare al nuovo nomenclatore il riconoscimento istituzionale auspicato dalla Commissione.

Photo credit: Pagina Facebook CAO nazionale

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