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Pazienti con bisogni speciali, da AIO un appello alla politica per garantire l'accesso alle cure

Dal 33° Congresso nazionale di Lecce un confronto tra professione e istituzioni per migliorare l'assistenza ai pazienti fragili e valorizzare le competenze degli studi

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·3 novembre 2026·6 min di lettura
Vincenzo Musella Presidente nazionale AIO e Mariagiovanna Cotugno, Segretaria culturale
Vincenzo Musella Presidente nazionale AIO e Mariagiovanna Cotugno, Segretaria culturale

Gli studi odontoiatrici hanno competenze e strumenti per prendersi cura anche dei pazienti con bisogni speciali, ma per garantire a tutti l'accesso alle cure serve una maggiore collaborazione con le istituzioni e una rete assistenziale capace di rispondere alle situazioni più complesse. È questo il messaggio emerso dal 33° Congresso nazionale dell'Associazione Italiana Odontoiatri (AIO), svoltosi a Lecce dal 29 al 31 ottobre, che ha dedicato particolare attenzione alle persone con disabilità, patologie complesse e condizioni di vulnerabilità.

"I pazienti difficili non esistono: esistono pazienti con bisogni speciali, che richiedono competenze, preparazione e un approccio adeguato". Un principio al centro dell'iniziativa promossa dal presidente AIO Vincenzo Musella e dalla segretaria culturale Mariagiovanna Cotugno, insieme al vicepresidente Alessandro Mazzotta, al segretario sindacale Graziano Langone e al tesoriere Gaetano Memeo. Molti di questi pazienti possono essere assistiti negli studi libero-professionali adeguatamente organizzati, mentre per i casi più complessi è indispensabile il coinvolgimento delle istituzioni.

L'accesso alle cure diventa una questione politica

Il tema è stato al centro del confronto istituzionale del 30 ottobre, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle principali organizzazioni professionali. Antonio De Maria, presidente dell'Ordine dei Medici di Lecce e di FIMMG Puglia, ha richiamato le difficoltà di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ricordando che la manovra 2027 prevede 3,4 miliardi di euro rispetto ai 6,8 attesi, con possibili conseguenze soprattutto per le fasce più fragili.

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Paolo Ottolina, presidente della Società Italiana di Odontoiatria Speciale (SIOH), ha ricordato che la popolazione italiana con disabilità "equivale a quella della Danimarca e quella con disabilità grave è pari agli abitanti della Lituania". Ha inoltre sottolineato come la salute orale sia parte integrante della salute sistemica e come molti pazienti possano essere curati negli studi, evitando il ricorso a strutture pubbliche spesso distanti. Forte di 41 anni di esperienza nell'assistenza a persone con particolari condizioni cliniche, SIOH ha chiesto che l'accesso alle cure appropriate diventi una priorità politica.

Le associazioni chiedono risposte condivise

Andrea Senna, presidente nazionale della CAO FNOMCeO, ha riconosciuto ad AIO e al presidente Musella il merito di aver favorito il confronto tra le associazioni sulla disabilità, richiamando anche il valore dell'empatia nella relazione con il paziente e nell'utilizzo delle nuove tecnologie.

Corrado Bondi, presidente ANDI, ha confermato gli obiettivi condivisi con AIO, allargando il confronto ai cambiamenti che interessano la professione: "A Bologna le donne rappresentano il 64% dei nuovi iscritti all'Albo degli odontoiatri e l'80% a Medicina; nei prossimi sette anni andranno in pensione diecimila dentisti. Servono piattaforme comuni e soluzioni adeguate alle esigenze dei giovani".

Stefania Saracino, vicepresidente SUSO, portando i saluti del presidente Fabrizio Sanna, ha ribadito la necessità di estendere l'eccellenza delle cure anche alle persone più vulnerabili: "Le migliori cure orali devono essere un diritto, non un lusso, e garantirle deve qualificare l'attività dell'odontoiatra".

Dal territorio è arrivato anche l'invito del vicesindaco di Lecce Roberto Anguilla, introdotto dal vicepresidente nazionale AIO Alessandro Mazzotta e dal presidente AIO Lecce Filippo Muratore, a rafforzare la presenza degli odontoiatri nelle scuole per promuovere prevenzione, igiene orale e corretta alimentazione. La consigliera provinciale Laura Alemanno ha richiamato il valore sociale della libera professione: "Chi esercita la libera professione è, per sua natura, da sempre al servizio della gente".

Formazione e organizzazione per rispondere ai nuovi bisogni

Per Musella e Cotugno, la disponibilità della professione deve accompagnarsi a una maggiore integrazione tra team odontoiatrico, strutture assistenziali e istituzioni. Particolare attenzione va riservata alle condizioni sistemiche dei pazienti, alle terapie farmacologiche assunte e alle possibili interazioni, oltre che all'organizzazione di percorsi assistenziali appropriati.

Il programma scientifico del Congresso ha affrontato questi aspetti insieme ai principali temi dell'aggiornamento clinico. La prima giornata, giovedì 29 ottobre, è stata dedicata ai workshop, con Fausto Grossi che ha approfondito i trattamenti ortopedico-restaurativi, Frederick Daidone il ruolo delle molecole nella gestione dei tessuti duri e Alessandro Terzuolo le novità normative sull'utilizzo delle forme societarie in odontoiatria.

Venerdì 30 ottobre le relazioni hanno spaziato dal trauma e dalla terapia implantare mucogengivale, affrontati da Luigi Cesaruolo, alla chirurgia plastica parodontale anteriore con Lorenzo Ruscitti. Camillo Massa ha approfondito la Cracked Tooth Syndrome e i restauri parziali indiretti adesivi, mentre Tommaso Grenzi si è concentrato sull'impianto immediato post-estrattivo.

Particolare attenzione è stata dedicata ai pazienti fragili, con Domenico Tripodi che ha affrontato l'approccio pediatrico, Giovanni Lodi la gestione del paziente oncologico e Vincenzo Picciariello il recupero del dente gravemente compromesso. Nel pomeriggio Silvio Meloni ha approfondito la gestione dei tessuti duri e molli peri-implantari nei soggetti fragili, Elio Minetti la funzione osteoinduttiva della dentina nella rigenerazione e Nicola Laffi l'ortodonzia nei pazienti con disturbo dello spettro autistico.

Una giornata dedicata alle diverse professioni

Sabato 31 ottobre il Congresso ha proposto tre percorsi formativi paralleli, rivolti a odontoiatri, igienisti dentali e ASO.

Nel programma odontoiatrico Giovanni Sammarco ha affrontato la fragilità in cariologia, tra prevenzione e cura, mentre Salvatore D'Amato ha presentato casi complessi multidisciplinari. Giovanni Chiaiese ha approfondito l'utilizzo della navigazione X-Guide nella chirurgia mucogengivale, Filippo Cardarelli l'ortodonzia funzionale e Gaetano Calesini il trattamento multidisciplinare delle agenesie. Marco Redemagni si è concentrato sul mantenimento mini-invasivo dei volumi perimplantari e Angelo Putignano sulla vitalità pulpare e il restauro.

Per gli igienisti dentali, il percorso Human Touch 4.0, dedicato alla comunicazione clinica e alla relazione di fiducia, ha visto gli interventi di Marzia Segù, una lectio magistralis di Michele Micheletti e il contributo di Martina Said sulla presenza clinica e la relazione di cura.

Il percorso ASO, dedicato alle buone pratiche nell'assistenza ai pazienti speciali, ha affrontato il benessere dell'assistente con Giovanni Migliano, le lesioni traumatiche in odontoiatria speciale con Paolo Ottolina e il ruolo dell'ASO in ambito pediatrico speciale con Gratiela Gheorghe. Aldo Oppici e Francesca Campanari hanno approfondito accoglienza, comunicazione e assistenza, mentre Antonio Lauria si è concentrato sul trattamento dei pazienti fragili collaboranti con patologie sistemiche.

Spazio ai giovani e alla ricerca

Un ruolo significativo è stato riservato anche ai giovani, con la quarta Competizione AIO Academy–Studenti AISO. Come sottolineato dalla presidente AISO Alice Fumei, l'iniziativa ha rappresentato un'occasione di confronto e crescita per gli universitari, protagonisti di un congresso nel congresso.

Musella ha inoltre ricordato l'impegno nella ricerca e nella didattica dei soci under 35 di AIO Academy, che hanno contribuito alla realizzazione di un volume con venti contributi scientifici.

Dalle tre giornate di Lecce emerge così una doppia indicazione: continuare a investire nella formazione e nell'innovazione clinica, coinvolgendo tutte le figure del team odontoiatrico, e rafforzare il dialogo tra associazioni e istituzioni. L'obiettivo indicato da AIO è rendere le competenze già presenti negli studi parte di una rete assistenziale più ampia, capace di garantire cure appropriate anche ai pazienti con bisogni speciali.

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