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Sanità integrativa, dal CNEL una proposta per estendere la deducibilità fiscale ai professionisti
Il disegno di legge prevede la deducibilità dei contributi fino a 3.615 euro anche per i lavoratori autonomi iscritti agli Ordini e alle Casse previdenziali

Anche i liberi professionisti potrebbero beneficiare della deducibilità fiscale dei contributi versati per l'assistenza sanitaria integrativa, fino a un massimo di 3.615,20 euro annui, analogamente a quanto già previsto per i lavoratori dipendenti. È quanto prevede una proposta di disegno di legge approvata il 29 ottobre dall'Assemblea del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), con l'obiettivo di superare una disparità di trattamento fiscale tra lavoro dipendente e autonomo.
A darne notizia è Confprofessioni attraverso un comunicato stampa del 3 novembre, nel quale la Confederazione esprime soddisfazione per l'approvazione del testo, elaborato nell'ambito della Consulta del lavoro autonomo del CNEL, da essa coordinata.
La proposta riguarda i contributi versati volontariamente a enti e casse aventi esclusivamente finalità assistenziale e consentirebbe ai professionisti di dedurre tali somme dal reddito entro il limite previsto. L'agevolazione avrebbe una portata generale, comprendendo sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell'INPS sia i professionisti ordinistici iscritti alle rispettive Casse di previdenza, tra cui gli odontoiatri.
Per Confprofessioni si tratta di un intervento che potrebbe contribuire a riequilibrare le condizioni di accesso alla sanità integrativa. "Questa misura sana un'evidente asimmetria del nostro sistema tributario e allinea finalmente le tutele dei lavoratori autonomi a quelle già consolidate per i dipendenti", sottolinea la Confederazione, definendo l'approvazione della proposta un risultato positivo per il mondo professionale.
L'obiettivo non è soltanto fiscale. Attraverso la deducibilità dei contributi, la proposta intende incentivare l'adesione a forme organizzate di assistenza sanitaria integrativa, favorendo lo sviluppo di fondi e casse promossi dalle parti sociali e iscritti all'Anagrafe del Ministero della Salute.
Secondo Confprofessioni, il rafforzamento di questi strumenti permetterebbe ai lavoratori autonomi di accedere a una protezione sanitaria più ampia, complementare alle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. Un modello di welfare che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe contribuire a ridurre le differenze di tutela oggi esistenti tra le diverse categorie di lavoratori.
L'approvazione da parte del CNEL rappresenta comunque un primo passaggio dell'iter legislativo. Perché la deducibilità diventi effettivamente applicabile anche ai professionisti sarà necessaria l'approvazione di una legge da parte del Parlamento. Fino ad allora, le disposizioni contenute nella proposta non modificano il trattamento fiscale attualmente previsto per i contributi di assistenza sanitaria versati dai lavoratori autonomi.
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