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Toscana, studio odontoiatrico chiuso per il mancato rispetto dei requisiti regionali

Il provvedimento è stato disposto dal Comune dopo un controllo dell'Asl Toscana Centro. Per riprendere l'attività saranno necessarie nuove verifiche

Redazione ilDentale·2 novembre 2026·1 min di lettura
Toscana, studio odontoiatrico chiuso per il mancato rispetto dei requisiti regionali

Il Comune di Capraia e Limite, in provincia di Firenze, ha disposto la chiusura di uno studio odontoiatrico e la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, a seguito di alcune irregolarità riscontrate durante un controllo del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Toscana Centro.

Il provvedimento, secondo quanto pubblicato sulla stampa locale, è stato firmato nei giorni scorsi dal sindaco dopo che gli ispettori dell'Azienda sanitaria avevano accertato il mancato rispetto di alcuni requisiti previsti dalla normativa regionale per l'esercizio dell'attività odontoiatrica. La documentazione relativa agli accertamenti, accompagnata dalla richiesta di adottare i provvedimenti conseguenti, era stata trasmessa al Comune il 21 ottobre.

Sulla base delle risultanze delle verifiche, l'amministrazione comunale ha quindi disposto la revoca dell'autorizzazione e la contestuale chiusura dello studio. Non sono stati resi noti, almeno nelle informazioni disponibili, i singoli requisiti risultati non conformi, né vengono precisate le caratteristiche delle irregolarità accertate.

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La chiusura non esclude tuttavia la possibilità di una successiva ripresa dell'attività. Per ottenere il via libera, il titolare dovrà comunicare al Comune di aver ottemperato alle disposizioni contenute nel provvedimento, consentendo agli organi competenti di effettuare i necessari accertamenti.

Le verifiche successive sono state affidate alla polizia municipale dell'Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa. Copia dell'ordinanza è stata inoltre trasmessa all'Asl Toscana Centro e all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze.

Resta aperta anche la possibilità di contestare il provvedimento amministrativo. Il titolare dello studio potrà infatti presentare ricorso al prefetto entro 30 giorni oppure al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni.

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