Salta al contenuto
ilDentale

Concordato preventivo biennale 2026-2027: cosa sapere prima di aderire

Scadenza fissata al 2 novembre. La circolare dell'Agenzia delle Entrate chiarisce requisiti, vantaggi fiscali e novità per studi associati e STP

Redazione ilDentale·26 ottobre 2026·3 min di lettura
Concordato preventivo biennale 2026-2027: cosa sapere prima di aderire

C'è tempo fino al 2 novembre 2026 per aderire al concordato preventivo biennale (CPB) relativo al periodo 2026-2027. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, che aggiorna le indicazioni sullo strumento fiscale alla luce delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 148/2026.

A riepilogare le novità per gli odontoiatri è ANDI, che in una nota pubblicata sul proprio sito chiarisce le condizioni di accesso, i possibili vantaggi e le particolarità riguardanti gli studi associati e le Società tra Professionisti (STP).

Come funziona il concordato

Il concordato preventivo biennale consente di stabilire anticipatamente, sulla base di una proposta dell'Agenzia delle Entrate, il reddito sul quale saranno calcolate le imposte per il 2026 e il 2027.

Pubblicità

Il meccanismo può risultare vantaggioso quando il reddito effettivamente prodotto supera quello concordato, perché l'eccedenza non viene assoggettata a ulteriore tassazione. Al contrario, se il reddito effettivo risulta inferiore, le imposte rimangono calcolate sull'importo concordato.

ANDI ricorda inoltre che sulla quota di reddito concordato eccedente quello dichiarato per il 2025 è possibile applicare un'imposta sostitutiva agevolata, con aliquote comprese tra il 10% e il 15%, in funzione del punteggio ISA.

Il concordato non modifica invece il calcolo dei contributi previdenziali, che continuano a essere determinati sul reddito effettivo. Restano invariati anche gli ordinari obblighi contabili e dichiarativi.

Chi può aderire

L'accesso è riservato agli odontoiatri che nel 2025 applicavano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), mentre sono esclusi i contribuenti in regime forfettario.

Tra le condizioni richieste figurano l'assenza, al 31 dicembre 2025, di debiti fiscali e contributivi definitivi complessivamente pari o superiori a 5.000 euro, salvo regolarizzazione prima dell'adesione, e la regolare presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative al triennio 2023-2025.

Sono inoltre previste cause di esclusione legate a condanne definitive per determinati reati tributari ed economici.

I vantaggi per chi rinnova

Particolare attenzione viene riservata a chi aveva già aderito al concordato per il biennio 2024-2025 e intende rinnovarlo.

Secondo quanto illustrato da ANDI, per questi contribuenti sono previste premialità rafforzate, tra cui soglie più elevate per la compensazione dei crediti fiscali, fino a 100.000 euro per l'IVA e 70.000 euro per le imposte dirette e l'IRAP, oltre alla riduzione di due anni dei termini di accertamento.

Sono inoltre previste la possibilità di rateizzare senza interessi saldo e acconti del biennio 2026-2027 e quella di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 attraverso un'imposta sostitutiva agevolata.

Studi associati e STP

Per gli odontoiatri che esercitano in forma associata o attraverso una STP, l'adesione richiede particolare attenzione.

ANDI ricorda che è previsto un vincolo di adesione congiunta tra lo studio o la società e i soci titolari di partita IVA individuale, quando le attività sono riconducibili allo stesso ISA. Il venir meno dell'adesione di una delle parti determina la cessazione del concordato per tutti.

Tra le novità, l'ingresso di nuovi soci non comporta necessariamente la perdita del beneficio per chi rinnova, purché siano rispettate determinate condizioni relative alla precedente posizione lavorativa e reddituale.

Una distinzione riguarda le STP, che producono reddito d'impresa e possono accedere al concordato soltanto quando l'attività esercitata rientra in un ISA applicabile anche alle imprese.

Adesioni entro il 2 novembre

La proposta di concordato viene elaborata attraverso il software dell'Agenzia delle Entrate utilizzando i dati ISA relativi al 2025.

L'accettazione deve essere trasmessa entro il 2 novembre 2026, insieme alla dichiarazione dei redditi oppure separatamente, attraverso il frontespizio del modello REDDITI 2026. L'invio separato non sostituisce la dichiarazione annuale.

Entro la stessa data è possibile modificare o revocare l'adesione.

Un'ulteriore novità riguarda gli errori nei dati comunicati, che dal biennio 2026-2027 non determinano automaticamente la decadenza dal concordato se vengono corretti attraverso dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso, con conseguente ricalcolo del reddito concordato.

La convenienza dell'adesione dipende quindi dalle prospettive reddituali del singolo studio e dalla sua organizzazione fiscale. Come sottolinea ANDI, è opportuno valutare la proposta con il proprio consulente prima della scadenza, considerando non soltanto i possibili risparmi d'imposta, ma anche gli effetti di un eventuale reddito inferiore a quello concordato.

Articolo offerto da

Articoli correlati