Chi ha aderito al concordato preventivo biennale per il 2024-2025 e ha rinnovato l'adesione per il 2026-2027 potrà regolarizzare la propria posizione fiscale per gli anni dal 2020 al 2023 attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva. La possibilità riguarda imprese e professionisti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), compresi quindi i professionisti del settore odontoiatrico che rientrano nei requisiti previsti.
A chiarire modalità e scadenze è l'Agenzia delle Entrate che, con un provvedimento illustrato in un comunicato del 26 ottobre 2026, ha definito le disposizioni attuative del ravvedimento speciale introdotto dall'articolo 29 del D.Lgs. 148/2026.
La finestra per aderire si aprirà il 1° gennaio 2027 e si chiuderà il 15 marzo dello stesso anno.
Che cos'è il concordato preventivo biennale
Introdotto dal D.Lgs. 13/2024, il concordato preventivo biennale è uno strumento fiscale che consente ai contribuenti in possesso dei requisiti previsti di concordare preventivamente con l'Agenzia delle Entrate il reddito da assoggettare a tassazione per un periodo di due anni.
In sostanza, l'Amministrazione finanziaria formula una proposta di reddito sulla base dei dati fiscali disponibili e di specifici criteri di calcolo. Il contribuente può decidere se accettarla, impegnandosi a dichiarare il reddito concordato per il biennio.
Il principale elemento di interesse è la prevedibilità del carico fiscale. In linea generale, eventuali redditi effettivi superiori o inferiori a quelli concordati non modificano la base imponibile stabilita, salvo le eccezioni previste dalla normativa. Restano gli ordinari obblighi contabili e dichiarativi.
Il concordato non deve essere confuso con il ravvedimento speciale. Il primo riguarda la determinazione anticipata del reddito imponibile per gli anni interessati dall'accordo, mentre il secondo permette, a determinate condizioni, di regolarizzare annualità fiscali precedenti.
Chi può accedere al ravvedimento
La possibilità di beneficiare del ravvedimento speciale non riguarda indistintamente tutti i titolari di partita IVA, ma dipende dal regime fiscale adottato, dall'applicabilità degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e dalle precedenti adesioni al concordato preventivo biennale.
Nel settore odontoiatrico, la misura può interessare i professionisti e le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione degli ISA e soddisfano le condizioni previste dalla normativa. Non è quindi sufficiente essere titolari di uno studio odontoiatrico o esercitare la libera professione per poter accedere alla regolarizzazione.
Un primo elemento da considerare è il regime fiscale. I contribuenti che applicano il regime forfetario non sono soggetti agli ISA e non rientrano, in quanto tali, tra i destinatari del ravvedimento speciale disciplinato dal nuovo provvedimento. Diversa è la posizione di chi esercita l'attività in regime ordinario o semplificato, per il quale occorre verificare l'effettiva applicabilità degli ISA e gli ulteriori requisiti richiesti.
La condizione fondamentale è aver aderito al concordato preventivo biennale per il 2024-2025 e aver rinnovato l'adesione per il 2026-2027. Chi ha aderito per la prima volta nel secondo biennio non può utilizzare questa possibilità di regolarizzazione.
Per quanto riguarda gli anni dal 2020 al 2023, il provvedimento ammette al ravvedimento i contribuenti che hanno applicato gli ISA oppure che, per le singole annualità, hanno dichiarato specifiche cause di esclusione o condizioni di non normale svolgimento dell'attività.
La verifica deve quindi essere effettuata considerando la posizione fiscale del contribuente e le dichiarazioni presentate per ciascun anno interessato. Il ravvedimento può riguardare anche una sola annualità, senza obbligo di regolarizzare l'intero quadriennio.
Come funzionano i versamenti
L'adesione al ravvedimento speciale avverrà attraverso la presentazione del modello F24, con il versamento della prima o unica rata dell'imposta sostitutiva dovuta per ciascuna annualità scelta.
Le imposte sostitutive riguardano le imposte sui redditi e le relative addizionali, oltre all'Irap secondo quanto previsto dalla disciplina.
Il pagamento potrà essere effettuato in un'unica soluzione oppure suddiviso in un massimo di dieci rate mensili di pari importo, con applicazione degli interessi legali a partire dal 16 marzo 2027.
Il perfezionamento della regolarizzazione avviene separatamente per ogni annualità e richiede il pagamento dell'intero importo dovuto, in un'unica soluzione o attraverso tutte le rate previste. L'eventuale mancato pagamento di una rata comporta la decadenza dal beneficio limitatamente all'anno interessato, senza compromettere automaticamente le altre annualità regolarizzate. È prevista una possibilità di recupero per i ritardi nei pagamenti successivi al primo. Il versamento tardivo di una rata, purché effettuato entro la scadenza della successiva, non determina la decadenza dalla rateazione.
I dati sono già disponibili
Per agevolare il calcolo delle somme dovute, l'Agenzia delle Entrate ha già messo a disposizione nel Cassetto fiscale dei contribuenti e degli intermediari delegati gli elementi necessari alla determinazione delle imposte sostitutive.
I dati riguardano le dichiarazioni relative agli anni dal 2020 al 2023 presentate entro il 12 agosto 2026. Per i professionisti interessati, il passaggio sarà quindi valutare insieme al proprio consulente fiscale la convenienza dell'adesione, considerando le singole annualità e gli importi richiesti. La possibilità di scegliere gli anni da regolarizzare consente infatti una valutazione differenziata della propria posizione fiscale, fermo restando il requisito fondamentale della continuità nell'adesione al concordato preventivo biennale.