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Studi odontoiatrici, uno sconto sui contributi per chi favorisce la conciliazione famiglia-lavoro

Un incentivo per gli studi con dipendenti che adottano politiche di sostegno alla famiglia. Ecco quali requisiti servono e come accedere al beneficio

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·3 novembre 2026·4 min di lettura
Studi odontoiatrici, uno sconto sui contributi per chi favorisce la conciliazione famiglia-lavoro

Gli studi odontoiatrici con personale dipendente che adottano e certificano misure organizzative per favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare potranno beneficiare di una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all'1% e con un limite massimo di 50mila euro annui per azienda. La possibilità, segnalata da ANDI sul proprio sito, è prevista dall'articolo 6 del decreto-legge 62/2026, convertito dalla legge 112/2026, e disciplinata da un successivo decreto interministeriale del Ministero del Lavoro, di concerto con i Ministeri competenti per la famiglia e l'economia.

L'obiettivo è incentivare le strutture che introducono politiche concrete a sostegno della genitorialità, delle responsabilità familiari e del benessere dei dipendenti. L'agevolazione riguarda anche gli studi odontoiatrici, purché siano datori di lavoro e ottengano una specifica certificazione.

Quanto si può risparmiare

Il beneficio consiste in un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, riconosciuto dall'INPS e applicato mensilmente. Non si tratta quindi di un contributo economico erogato direttamente allo studio, ma di una riduzione degli oneri contributivi.

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Come precisa l'articolo 4 del decreto interministeriale, l'1% rappresenta la misura massima dell'esonero e non una percentuale automaticamente riconosciuta a tutti i beneficiari. L'importo effettivo sarà determinato dall'INPS, entro il limite di 50mila euro annui per azienda e in relazione alle risorse disponibili.

Sono stati stanziati 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Se le richieste ammissibili supereranno i fondi, il beneficio sarà proporzionalmente ridotto, come previsto dall'articolo 4, comma 5, del decreto.

La certificazione necessaria

Per accedere all'incentivo non basta dichiarare di adottare politiche favorevoli ai dipendenti. È necessario ottenere la certificazione prevista dalla prassi UNI/PdR 192:2026, dedicata ai sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

La certificazione valuta l'organizzazione aziendale attraverso requisiti e indicatori relativi alle politiche di sostegno alla famiglia, con particolare attenzione alla maternità, alla paternità e alle responsabilità di cura.

ANDI indica, tra i possibili esempi applicabili agli studi odontoiatrici, una programmazione degli orari più attenta alle esigenze familiari, strumenti di sostegno alla genitorialità e soluzioni organizzative che favoriscano la conciliazione, compatibilmente con le esigenze dell'attività sanitaria.

Il decreto interministeriale non individua però le singole misure organizzative che gli studi devono adottare, ma rimanda ai requisiti della UNI/PdR 192:2026. Sarà quindi necessario fare riferimento a questa prassi per conoscere i criteri di certificazione, mentre le successive istruzioni attuative potranno fornire ulteriori chiarimenti sulle modalità di accesso all'agevolazione.

L'articolo 2 del decreto stabilisce inoltre che la certificazione debba essere rilasciata da un organismo specificamente accreditato per la UNI/PdR 192:2026 e abbia una validità di 36 mesi.

Come ottenere il beneficio

Il primo passaggio consiste nel verificare la propria organizzazione rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026 e rivolgersi a un organismo di certificazione accreditato per avviare il relativo percorso.

Una volta conseguita la certificazione, il datore di lavoro potrà presentare domanda all'INPS esclusivamente per via telematica, direttamente attraverso il rappresentante legale, un delegato oppure un intermediario abilitato.

Secondo quanto previsto dall'articolo 4 del decreto, la richiesta dovrà riportare i dati identificativi dello studio, gli estremi della certificazione e dell'organismo che l'ha rilasciata, oltre alla retribuzione media mensile globale stimata, all'aliquota contributiva datoriale media e alla forza aziendale media prevista per il periodo di validità del certificato.

L'accesso resta subordinato alla regolarità contributiva, al rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali applicabili e della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Da quando decorre lo sconto

L'articolo 3 del decreto prevede che l'esonero sia riconosciuto a decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 62/2026, il 28 giugno 2026, e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

Questo non significa, però, che tutti gli studi certificati potranno recuperare automaticamente i contributi versati a partire dal 28 giugno. Il beneficio è infatti collegato al periodo di validità della certificazione e alla presentazione della domanda nei termini previsti.

In particolare, l'articolo 4, comma 3, stabilisce che i datori di lavoro che presentano richiesta entro il primo termine utile successivo al conseguimento della certificazione possono essere ammessi all'esonero per l'intero periodo di validità della stessa, sempre entro il limite del 31 dicembre 2028.

Quando sarà possibile fare domanda

Il decreto definisce i requisiti e le modalità generali dell'agevolazione, ma demanda all'INPS le istruzioni operative, comprese le finestre temporali per presentare le richieste.

In attesa di queste indicazioni, gli studi interessati possono valutare l'opportunità di intraprendere il percorso di certificazione, considerando sia i possibili risparmi contributivi sia l'impegno organizzativo necessario per conseguire e mantenere i requisiti richiesti.

L'incentivo rappresenta quindi una possibilità per le strutture con dipendenti di collegare le politiche di gestione del personale a un beneficio economico, fermo restando che l'accesso non sarà automatico e dipenderà dalla certificazione, dall'autorizzazione dell'INPS e dalle risorse disponibili.

 

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