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Dalle dentiere di Stato alla Carta sanitaria da 300 euro: la promessa di Berlusconi di 24 anni fa

Nel 2002 il Governo Berlusconi annunciò protesi gratuite per gli anziani meno abbienti. Il progetto partì nel Lazio, ma non diventò mai nazionale

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·5 novembre 2026·3 min di lettura
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

La Carta da 300 euro per le spese sanitarie degli over 75, prevista dal disegno di legge di Bilancio 2027, riporta d'attualità un tema che periodicamente torna nelle proposte dei Governi: aiutare gli anziani a sostenere i costi delle cure, comprese quelle odontoiatriche. La nuova misura, ancora all'esame del Parlamento, prevede un contributo economico per gli anziani che rispettano determinati requisiti di reddito, ma le modalità di utilizzo dovranno essere definite da un successivo decreto.

Non è la prima volta che la politica promette un sostegno per restituire il sorriso agli anziani. Nel 2002 Silvio Berlusconi annunciò un progetto molto più ambizioso, passato alla storia come quello delle "dentiere di Stato". Una promessa nazionale che si trasformò in una sperimentazione regionale, conclusa senza essere estesa al resto del Paese.

La promessa di Berlusconi

Siamo nel 2002, durante il secondo Governo Berlusconi, insediatosi nel giugno 2001, con Girolamo Sirchia Ministro della Salute. Il presidente del Consiglio, durante una conferenza stampa a Montecitorio alla presenza del ministro, richiama l'attenzione sulle condizioni della dentatura di molti italiani e sulle difficoltà economiche che impediscono di rivolgersi agli studi privati.

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La proposta è quella di garantire gratuitamente una riabilitazione protesica agli anziani meno abbienti. Il progetto iniziale è ambizioso e contempla anche il ricorso agli impianti dentali. I potenziali beneficiari, secondo le prime stime riportate all'epoca, sono circa 800mila. La stampa sintetizza l'iniziativa con uno slogan destinato a rimanere nella memoria: "Più dentiere per tutti".

Il Ministero istituisce una commissione per studiare la fattibilità del programma. L'obiettivo iniziale viene ridimensionato e si decide di sperimentare un modello di odontoiatria sociale in una sola Regione, il Lazio, allora amministrato da Francesco Storace.

Dalla promessa alla sperimentazione

L'accordo tra Ministero della Salute e Regione Lazio viene sottoscritto il 27 dicembre 2002 e recepito dalla Giunta regionale nel marzo 2003. Il progetto prende avvio nel maggio dello stesso anno.

L'assistenza gratuita è destinata agli anziani dai 65 anni con gravi difficoltà di masticazione e reddito non superiore alla pensione minima.

Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione è il modello organizzativo, basato sulla collaborazione tra pubblico e privato. L'obiettivo è garantire le prestazioni utilizzando prevalentemente la rete degli studi odontoiatrici privati, evitando di sovraccaricare le strutture pubbliche, già impegnate nell'erogazione degli altri servizi sanitari.

Il sistema prevede 14 Unità Odontoiatriche di Riferimento, incaricate di valutare i pazienti, verificarne l'idoneità e definire i trattamenti e circa 900 Unità Odontoiatriche di Trattamento, costituite prevalentemente da studi privati aderenti al programma. In questo modo il servizio pubblico mantiene un ruolo di indirizzo e controllo, mentre la maggior parte delle prestazioni viene eseguita sul territorio attraverso professionisti convenzionati con il progetto.

Il rimborso è di circa 500 euro per protesi, comprensivo del costo del laboratorio odontotecnico. Per il progetto vengono stanziati 10 milioni di euro.

I numeri delle dentiere di Stato

Alla conclusione della sperimentazione, il 31 dicembre 2005, le richieste di accesso risultano 8.456. Gli anziani giudicati idonei sono 7.353, mentre le protesi realizzate sono 7.018, delle quali 465 su impianti. L'età media dei partecipanti è di 74 anni. Questi dati sono stati recuperati da un articolo pubblicato su Il Giornale dell’Odontoiatria (Masson) a firma di Norberto Maccagno disponibile solo in versione cartacea.

Sebbene il programma prevedesse anche l’inserimento di impianti per stabilizzare la protesi rimovibile, gli anziani mostrano scarso interesse per questa soluzione, preferendo le protesi tradizionali. Chi gestisce concretamente il progetto decide quindi di riorientare parte delle risorse inizialmente destinate agli impianti verso la realizzazione di un maggior numero di dentiere, ampliando così la possibilità di accesso alle cure.

I dati raccolti documentano anche una condizione di salute orale particolarmente compromessa: oltre 7.200 anziani valutati presentano uno stato di salute orale scarso.

La sperimentazione dimostra che una collaborazione organizzata tra servizio pubblico e strutture private può rendere accessibili prestazioni odontoiatriche a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a sostenerne il costo, senza richiedere un corrispondente ampliamento delle strutture odontoiatriche pubbliche.

Il programma, tuttavia, non viene esteso alle altre Regioni e non riceve nuovi finanziamenti per proseguire nel Lazio. Rimane così un'esperienza circoscritta, senza trasformarsi in un servizio continuativo.

Photo Credit: Archivio storico Governo.it

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