Il regime forfettario continua a rappresentare una soluzione fiscale interessante per molti professionisti del settore dentale che esercitano l'attività in forma individuale. Tuttavia, prima di sceglierlo, è importante valutarne vantaggi e limiti alla luce delle caratteristiche specifiche della professione, valutazioni da fare con il proprio commercialista.
Chi può accedere
Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni e che nell'anno precedente hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro. Inoltre, le spese per personale dipendente e collaboratori non devono superare i 20.000 euro lordi annui.
Possono quindi accedervi, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, gli igienisti dentali che lavorano come liberi professionisti, gli odontotecnici titolari di laboratorio individuale e i dentisti che svolgono la professione in forma individuale.
Come funziona la tassazione
Il principale vantaggio del regime forfettario è la sostituzione di Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap con un'unica imposta sostitutiva pari al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti richiesti per le nuove attività.
Il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo le spese effettivamente sostenute, ma applicando ai compensi percepiti un coefficiente di redditività stabilito in base al codice Ateco dell'attività. Dal reddito così determinato possono essere dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati.
I vantaggi per le professioni odontoiatriche
Per un professionista con costi contenuti, il forfettario può tradursi in un carico fiscale inferiore rispetto al regime ordinario e in una significativa semplificazione amministrativa.
Tra i principali benefici figurano:
Minori adempimenti contabili.
Non applicazione degli ISA.
Tassazione sostitutiva agevolata.
Contabilità più semplice e costi amministrativi generalmente inferiori.
Quando potrebbe non convenire
Il regime forfettario non sempre è la scelta migliore. Il limite principale è rappresentato dall'impossibilità di dedurre i costi reali sostenuti per l'attività.
Nel caso di odontotecnici con investimenti significativi in attrezzature, materiali, software, sistemi CAD-CAM o personale, così come per dentisti che sostengono costi elevati per tecnologia, locazioni o collaborazioni professionali, il regime ordinario potrebbe risultare economicamente più favorevole anche se non si supera il fatturato previsto.
Occorre inoltre monitorare attentamente il volume dei compensi: oltre gli 85.000 euro si esce dal regime dall'anno successivo, mentre il superamento della soglia di 100.000 euro comporta la fuoriuscita immediata dal regime nel corso dello stesso anno.
Le verifiche da fare prima della scelta
La convenienza del forfettario dipende da molte variabili: volume d'affari, struttura dei costi, presenza di dipendenti, investimenti programmati e situazione previdenziale.
Per questo motivo, prima di optare per il regime agevolato è opportuno effettuare una simulazione economica con il proprio consulente fiscale, confrontando il carico tributario e contributivo del forfettario con quello del regime ordinario.