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Vent'anni di promesse sull'assistenza odontoiatrica pubblica

La politica continua a proporre piccoli aiuti per le cure odontoiatriche, mentre gli interventi strutturali restano sulla carta. Eppure qualche esempio concreto esiste

Norberto MaccagnoNorberto MaccagnoDirettore Responsabile·8 novembre 2026·3 min di lettura
Vent'anni di promesse sull'assistenza odontoiatrica pubblica

In questo appuntamento settimanale, oltre a consigliarvi alcune notizie pubblicate su ilDentale che potreste esservi persi, vorrei condividere una riflessione. E magari conoscere la vostra opinione.

Con la seconda Repubblica, Silvio Berlusconi ha cambiato anche il modo di comunicare della politica, puntando sulle promesse di risolvere i problemi pratici delle persone, quelli della vita quotidiana, più che sulle grandi riforme. Un modo di parlare agli elettori che, con modalità diverse, ha segnato anche i governi successivi.

Leggendo i titoli di alcuni quotidiani sulla nuova card sanitaria per gli over 75, prevista dalla Finanziaria 2027 (ne abbiamo parlato qui), mi è tornata in mente una promessa di Berlusconi di oltre vent'anni fa: aiutare gli anziani in difficoltà economica a tornare a masticare.

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“Dentiere di Stato”, “una dentiera per tutti”, titolavano allora i giornali. La promessa si concretizzò soltanto nel Lazio, con un progetto sperimentale che abbiamo ricostruito in un approfondimento. Vale la pena rileggerlo, anche per chi allora era ancora uno studente.

A colpirmi, però, è stato soprattutto il tono con cui alcuni giornali hanno commentato la possibilità di utilizzare i 300 euro della nuova card anche per pagare il dentista. Quasi fosse una concessione curiosa, come se le cure odontoiatriche non fossero vere cure, come se tornare a masticare non fosse importante quanto sottoporsi a una visita cardiologica o a un esame radiografico.

Certo, con 300 euro dal dentista non si fa molto, ma per chi è in difficoltà possono comunque essere un aiuto. Bene ha fatto ANDI a cogliere l'occasione per ricordare quanto la salute orale incida sulla qualità della vita degli anziani e quanto sia difficile, per una parte crescente della popolazione, accedere alle cure.

Il problema è un altro. Già vent'anni fa la politica aveva capito che l'assenza di un'odontoiatria pubblica accessibile rappresentava un problema per gli italiani. Ma invece di affrontarlo strutturalmente ha continuato, salvo alcune eccezioni, a distribuire quelle che possiamo chiamare “mancette”. Utili a chi le riceve, certamente, ma insufficienti a risolvere il problema. E con il rischio di disperdere in tanti piccoli interventi le poche risorse disponibili.

Eppure qualche esperienza concreta c'è stata. Il progetto delle dentiere di Stato nel Lazio, grazie anche agli adattamenti introdotti da chi doveva realizzarlo sul territorio, aveva dimostrato che una collaborazione tra pubblico e privato poteva funzionare. E non era costato una fortuna: i 10 milioni di euro stanziati rappresentavano circa lo 0,13% della spesa sanitaria regionale del 2002. Un dato interessante, soprattutto quando si sostiene che garantire cure odontoiatriche attraverso il servizio pubblico sia necessariamente troppo costoso.

Anche oggi esistono esperienze di assistenza odontoiatrica pubblica in Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia-Romagna e in altre realtà, ma restano distribuite a macchia di leopardo. Un contributo potrebbe arrivare anche dalla maggiore attività clinica degli studenti del sesto anno nelle strutture universitarie. A condizione, naturalmente, che tutto sia organizzato e governato.

Berlusconi, nei suoi anni di attività politica, ha incontrato più volte il mondo odontoiatrico. Qui trovate un piccolo ripasso attraverso il nostro archivio storico.

Tornando alla card, se i 300 euro potranno essere utilizzati anche per le cure odontoiatriche, sarà certamente meglio di niente. Ma resterà una mancetta, non una politica sanitaria.

E allora mi chiedo, e lo chiedo anche a voi: se da decenni sappiamo che una parte degli italiani non riesce ad accedere alle cure odontoiatriche, e se alcune esperienze dimostrano che si possono trovare soluzioni sostenibili, perché continuiamo a inventare piccoli contributi invece di costruire un sistema che garantisca davvero l'accesso alle cure?

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione, clicca su COMMENTI.

 Photo Credit: Archivio storico Governo.it

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