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Società odontoiatriche, ritirato l'emendamento che avrebbe aperto l’iscrizione all’Albo a tutte le società

Dopo l'intervento di FNOMCeO e CAO, ritirato l’emendamento Rosso. La nuova proposta prevede che l’iscrizione all’apposito Albo delle società sa esclusivo alle STP e 24 mesi per adeguarsi

Redazione ilDentaleRedazione ilDentale·4 novembre 2026·3 min di lettura
Andrea Senna, Presidente nazionale CAO
Andrea Senna, Presidente nazionale CAO

Il confronto parlamentare sulle società odontoiatriche registra una novità. È stato ritirato l'emendamento che prevedeva la semplice annotazione delle società nell'Albo, mentre una nuova proposta, presentata dal presidente della Commissione Affari sociali della Camera e relatore del provvedimento Ugo Cappellacci, punta a ricondurre l'esercizio dell'odontoiatria in forma societaria al modello delle Società tra professionisti (STP). Una soluzione sostenuta dalla CAO nazionale, che ora chiede al Parlamento di approvarla.

La questione riguarda il DDL "Prestazioni sanitarie" (C. 2365), già approvato dal Senato e attualmente all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. Al centro del confronto ci sono le regole che disciplinano l'attività delle società odontoiatriche e, soprattutto, la possibilità per gli Ordini professionali di esercitare un controllo deontologico anche sulle scelte organizzative delle società.

Dalla lettera agli emendamenti

La vicenda aveva avuto un passaggio critico nei giorni scorsi, quando FNOMCeO e CAO nazionale avevano scritto al presidente Cappellacci e ai componenti della Commissione per manifestare la propria contrarietà all'emendamento 25.04, a prima firma dell’On. Matteo Rosso.

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La proposta prevedeva l'annotazione delle società odontoiatriche nell'Albo, senza introdurre espressamente la possibilità di iscrizione alle sole STP. Secondo la Federazione e la CAO, questa soluzione non avrebbe garantito agli Ordini strumenti sufficienti per intervenire sulle decisioni societarie potenzialmente in grado di condizionare l'autonomia professionale.

Nella lettera, firmata dai presidenti Filippo Anelli e Andrea Senna, veniva quindi ribadita la richiesta di ricondurre l'attività odontoiatrica esercitata in forma societaria al modello delle STP.

Cosa prevede la proposta Cappellacci

Il nuovo emendamento 25.0100, presentato dal relatore Cappellacci, riprende l'impostazione sostenuta dalla Federazione e dalla CAO. Secondo quanto comunicato dalla FNOMCeO, stabilisce come regola generale che l'attività odontoiatrica in forma societaria venga esercitata attraverso STP iscritte all'Albo.

La proposta contempla specifiche eccezioni e prevede un periodo di 24 mesi per consentire alle società già operanti di adeguarsi alla nuova disciplina.

Si tratta di un passaggio significativo rispetto alla precedente ipotesi dell'annotazione nell'Albo, perché sposta il confronto dal semplice riconoscimento delle società nell'ambito ordinistico alla loro riconduzione a un modello organizzativo già caratterizzato da regole professionali e deontologiche.

L'emendamento deve comunque ancora essere approvato. La sua presentazione non modifica, al momento, la disciplina vigente e restano da valutare nel dettaglio le eccezioni previste e le modalità dell'eventuale adeguamento.

La posizione della CAO

Il presidente della CAO nazionale, Andrea Senna, accoglie favorevolmente il ritiro dell'emendamento 25.04 e sostiene la nuova proposta.

"Le società che organizzano le cure devono rispondere delle proprie scelte. La semplice annotazione nell'Albo non basta: servono responsabilità deontologica e poteri effettivi di vigilanza", afferma Senna, chiedendo alla Commissione di approvare l'emendamento sulle STP.

Per la CAO, il punto centrale è la responsabilità delle strutture societarie rispetto alle decisioni che possono incidere sull'attività clinica. Il controllo deontologico, secondo questa impostazione, non dovrebbe limitarsi al comportamento del singolo professionista, ma comprendere anche le direttive impartite dall'organizzazione nella quale opera.

"Non basta che il singolo Odontoiatra risponda del proprio operato: anche le direttive societarie che incidono sull'autonomia clinica devono essere soggette al controllo deontologico", sottolinea Senna, ringraziando Cappellacci per aver accolto la proposta della Federazione.

Posizione, quella di prevedere l'esercizio dell'odontoiatria alle sole StP e la loro iscrizione all'apposito registro tenuto presso gli Ordini provinciali, sostenuta da tempo anche dai maggiori sindacati odontoiatrici: AIO ed ANDI.

Il prossimo passaggio parlamentare

La CAO rivolge ora un appello alle forze parlamentari affinché sostengano l'approvazione dell'emendamento 25.0100.

Il confronto si concentra dunque sulla scelta del modello societario e sugli strumenti di vigilanza che ne deriverebbero. Resta da vedere quale sarà l'esito dell'esame in Commissione e se la proposta Cappellacci entrerà nel testo definitivo del provvedimento.

Per FNOMCeO e CAO, l'obiettivo dichiarato è rafforzare la responsabilità deontologica delle società e tutelare l'indipendenza delle decisioni cliniche. Un'impostazione che, se approvata, potrebbe incidere sull'organizzazione dell'odontoiatria societaria, con un periodo transitorio previsto per le realtà già attive.

 

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